TikTok contro il Garante: “a rischio la privacy dei minori”

Il Garante ha contestato alcune violazioni a TikTok. A quanto pare, i minori non sarebbero tutelati abbastanza. 

I problemi causati dai social network non sono nuovi ai genitori, ma oggi la battaglia contro queste piattaforme arriva a un livello successivo.

Questa volta ad intervenire è il Garante della privacy dato che, secondo le sue rilevazioni, TikTok presenterebbe non poche criticità.

TikTok nell’occhio del ciclone: ecco le accuse del Garante

Scarsa attenzione alla tutela dei minori, divieto di iscrizione ai più piccoli facilmente aggirabile, poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti, impostazioni predefinite non rispettose della privacy. Ecco le principali contestazioni fatte al social.

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L’autorità amministrativa ha sentito una forte urgenza di attuare un procedimento formale verso TikTok nonostante fossero già in corso delle azioni a livello europeo.

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Grazie all’istruttoria di marzo è stato evidente come il trattamento dei dati non sia per nulla conforme al nuovo quadro normativo in materia di protezione dei dati personali.  La contestazione più rilevante riguarda proprio le modalità di iscrizione al social. Queste non tutelerebbero adeguatamente i minori.

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Teoricamente, i minori di 13 anni non potrebbero accedere alla piattaforma, ma il problema è facilmente risolvibile usando una data di nascita falsa. Le altre criticità riguardano l’assenza di una sezione dedicata ai minori nella quale dovrebbero essere specificati i rischi con un linguaggio più semplice. Non sono chiari neanche i tempi di conservazione dei dati e a ciò si aggiunge il fatto che il profilo sia preimpostato come pubblico.

Intanto sul web e sugli altri social si sono alzate molte voci. C’è chi cerca delle giustificazioni e chi appoggia a spada tratta il Garante. Su Instagram, anche la pagina ufficiale di “Chi l’ha visto” cerca di raccogliere delle segnalazioni, mentre la ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione sceglie Twitter.

La Pisano dice che: “L’intelligenza artificiale è oggi al centro delle riflessioni di imprese, istituzioni e università. I suoi potenziali ambiti di applicazione sono molti, tra cui la possibilità di aiutare piattaforme come TikTok. Anche nella tutela dei minori“.