Natale 2020 a Napoli: dove andare, cosa mangiare e cosa fare in città

Natale 2020 a Napoli: scopriamo insieme dove andare, cosa fare e cosa mangiare nella città più tradizionalista d’Italia.

Natale 2020 a Napoli
Piazza Plebiscito a Natale

Sicuramente quest’anno il natale non sarà come tutti gli altri a causa dell’emergenza che il mondo intero sta vivendo.
Tuttavia, ciò non toglie che Napoli – soprattutto durante il periodo natalizio – sia tra le città più tradizionali di tutta Italia.

Durante le feste natalizie, infatti, le vie del capoluogo campano appaiono più suggestive del solito grazie alle innumerevoli decorazioni luminose che accendono anche le notti più oscure.

Chiunque visiti Napoli durante questo periodo verrà ammaliato dall’atmosfera colorata ed incredibilmente vivace dell’intera città. Per non parlare, poi, delle deliziose specialità natalizie che vi faranno venire l’acquolina in bocca solo a guardarle!

Natale 2020 a Napoli: visita a San Gregorio Armeno

San Gregorio Armeno

San Gregorio Armeno, più comunemente conosciuta come la via dei presepi, è uno dei simboli principali del natale napoletano.

Ubicata tra Spaccanapoli e Via dei Tribunali (una delle strade più antiche di Napoli), vicino alla Basilica di San Lorenzo, San Gregorio Armeno può essere riconosciuta dalle numerose botteghe artigiane che vi si trovano lì da generazioni.

Visitando questa pittoresca strada, ricca di oggetti artigianali, statuine di personaggi storici e famosi (i prezzi variano dai 3 euro in su, fino ad arrivare a qualche centinaia di euro) e presepi, potrete osservare gli stessi mastri artigiani al lavoro mentre completano le loro opere d’arte.

Nel caso in cui voleste acquistare delle statuine, è bene sapere che i prezzi variano dai 3 euro in su, fino ad arrivare a qualche centinaia di euro.

Lo stesso discorso vale anche per i presepi: è possibile acquistare le ambientazioni in sughero, legno e cartapesta, di qualunque grandezza e prezzo, con o senza fontane e ruscelli. I prezzi degli stessi, di solito, variano dai 30 euro in su.

Il mercato di pesce di Porta Nolana: una tradizione tutta napoletana

Il mercato di Porta Nolana a Natale

A Napoli, la cena della Vigilia di Natale è rigorosamente a base di pesce e le famiglie napoletane si dedicano alla preparazione di diversi piatti tradizionali, come gli spaghetti alle vongole, le linguine con i gamberi, i gamberi fritti e gli immancabili calamari e anguille.

Il pesce, protagonista di questi squisiti piatti natalizi, viene comprato da quasi tutti i napoletani presso il famoso mercato del pesce di Porta Nolana.

Questa tradizione, considerata quasi come un vero e proprio rito per tutti i napoletani, si svolge tra il 23 e il 24 dicembre per la cena di Natale, ma anche la notte del 30 dicembre in onore del cenone di Capodanno.

Al mercato di Porta Nolana si vive la vera atmosfera popolare di Napoli: tra luci, pescivendoli che gridano, colori e profumi caratteristici, si può passare la notte a comprare specialità di pesce di ogni tipo. Rigorosamente pescati il giorno stesso, qui vongole, calamari, merluzzi, capitoni, telline, lupini, polipi e pesci spada, sono disposti nelle loro vasche come fossero delle vere e proprie opere d’arte.

Cosa mangiare a Napoli a Natale

Un’altra caratteristica del Natale 2020 a Napoli (ma anche tutti gli altri anni) è l’incredibile offerta gastronomica caratterizzata da antiche ricette e ingredienti unici e genuini.

Oltre ai molteplici tipi di pizza, crocché di patate, frittatine e arancini, tra le ricette natalizie napoletane più tipiche troviamo antipasti di pesce come il capitone (anguilla alla griglia condita con erbe aromatiche), il baccalà fritto e la frittura di pesce.

Per quanto riguarda la carne, invece, il 25 dicembre nelle famiglie napoletane è molto comune cucinare il ragù (composto da una salsa di pomodoro con grossi pezzi di carne di manzo succosa), per l’ora di pranzo (che può anche durare tutta la giornata).

I dolci napoletani: una prelibatezza unica al mondo

struffoli di Natale

Napoli è famosa in tutto il mondo per il babà e le sfogliatelle, ma durante il natale i dolci napoletani da assaporare sono ben altri!

Innanzitutto troviamo la pastiera e gli struffoli presenti nelle case napoletane almeno dal 7 dicembre (giorno dell’immacolata) fino al 6 gennaio.

Ma anche i mustacciolisusamiellicassatine, raffioli, sapienze e divin amore, insieme con le prelibatezze sopracitate, sono tra i dolci più diffusi durante le vacanze natalizie napoletane.

Cosa fare a Napoli a Natale: il gioco della tombola

A Napoli, durante le vacanze di Natale, ogni occasione è buona per giocare a tombola.

E mai come quest’anno, restare a casa a giocare in famiglia potrebbe essere davvero un’ottima idea!

La tombola napoletana è il gioco natalizio napoletano per eccellenza: esso consta di regole molto bizzarre e precise che ogni tradizionalista ha il dovere di conoscere.

tombola napoletana a Natale

La tombola originale è caratterizzata da un panariello in vimini intrecciati (quello con la base rossa), numeri rossi scolpiti su un cilindro di legno e cartelle di cartone.

Se non avete una tombola napoletana originale, è meglio acquistarla in una delle botteghe artigiane del centro storico, come quelle di via San Biagio dei Librai, via Bendetto Croce e anche a San Gregorio Armeno.

Quando giocherete per la prima volta a tombola, vi renderete conto di quanto ogni numero estratto abbia un significato diverso.

Di solito, poi, colui che “sbatte il panariello“, annuncia ad alta voce e in dialetto napoletano il significato del numero appena estratto.

Per chi avesse voglia di vivere una vera tombola napoletana tra i vicoli della città, è possibile partecipare a spettacoli dal vivo, molto diffusi nei quartieri spagnoli e nelle zone più popolari della città.

Di solito, ogni anno al Teatro di Port’Alba si svolge la “Tombola Vajassa”, una popolare tombola in cui un “femminiello” estrae i numeri combinando significati più piccanti e sessualmente suggestivi, inventando storie improvvisate.

Purtroppo, date le circostanze, quest’anno non è previsto alcun evento natalizio in città.

 

 

 

 

 

A cura di: Lucia Schettino