Pensioni, Ape sociale e Opzione donna: tutte le novità nella legge di Bilancio

Il governo sta discutendo quali opzioni e quali modifiche inserire nella Legge di Bilancio per quanto riguarda le pensioni.

Dopo aver introdotto l’aumento delle pensioni di disabilità per i disabili al 100%, il governo ha discusso su quali opzioni inserire nella legge di Bilancio 2021 per il pensionamento anticipato. Come già successo lo scorso anno, Quota 100 rimarrà in vigore sino al termine naturale della misura, ovvero il 31 dicembre del 2021. La discussione su quale misura previdenziale applicare al termine dei tre anni di sperimentazione, infatti, è stata rinviata ai prossimi mesi. Al momento il governo ritiene più utile discutere con i sindacati su quali opzioni inserire e confermare per il prossimo anno.

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E’ già certo che il governo confermerà sia l’Ape sociale che l’opzione donna. Tuttavia si è discusso della possibilità di modificare e ampliare le due opzioni. Per quanto riguarda l’Ape sociale sarà prevista una proroga di un anno per tutti coloro che hanno disabilità oltre il 74% e per i disoccupati di 63 anni che hanno versato almeno 30 anni di contributi. L’opzione di pensionamento anticipato è valida anche per i lavoratori che sono impegnati in lavori gravosi ed hanno versato 36 anni di contributi. L’Opzione donna permetterà alle donne di andare in pensione a 58 anni (59 anni per le autonome) se hanno versato almeno 35 anni di contributi.

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Pensioni, tutte le novità che troveremo nella Legge di Bilancio 2021

Una delle novità riguarderà la pensione per i part time verticali. Il governo ha dato l’assenso per considerare a quelli che lavorano 3 giorni a settimana di considerare l’anno di lavoro pieno, come se lavorassero tutta la settimana. Ciò nonostante la pensione verrà calcolata in base ai contributi versati. Si lavora anche a dimezzare la soglia per l’accesso al contratto di espansione. Le aziende che hanno piani di riorganizzazione verso la digitalizzazione potranno studiare con i sindacati riduzioni degli orari di lavoro e scivoli verso la pensione per i dipendenti che aiutino l’azienda a fare nuove assunzioni. Il tetto per una simile possibilità era di 1.000 dipendenti, dal 2021 potrebbe essere portato a 500.

L’ultima misura da considerare come fondamentale è la sterilizzazione del Pil. Il governo, infatti, si sta impegnando a non far pesare sulle tasche dei pensionati l’andamento negativo dell’anno fiscale causato dal Covid. In questo modo i pensionati dovrebbero ricevere la medesima pensione nonostante le perdite economiche registrate nel 2020.