Governo, pronto piano segreto da gennaio: “Troppo drammatico per divulgarlo”

Secondo quanto riferito dal dg del Ministero della Salute, il governo ha pronto un piano segreto sin da gennaio che è troppo drammatico da divulgare.

Ogni giorno il numero delle vittime causate dal Coronavirus aumenta in maniera drammatica. Sebbene i dati del contagio comincino a scendere e gli ospedali gradualmente riacquistino maggiore serenità e controllo della situazione, il bilancio quotidiano delle vittime rimane spaventosamente alto. Solo ieri, infatti, sono morte altre 534 persone per un totale di 24.648 da quando l’epidemia si è diffusa nel nostro Paese.

Leggi anche ->Vaccino Coronavirus: in Gran Bretagna partono i test sull’uomo

L’Italia rimane la seconda nazione per numero di decessi, un numero che diventa ancora più allarmante se si nota che quello dei contagi accertati è inferiore a quello della Spagna (204mila contro i nostri 183mila) e che in Germania ci sono state “solamente” 5mila vittime a fronte di 148mila contagiati. Un numero di decessi, dunque, inquietante che fa chiedere a tutti se non ci sia stato un ritardo nel prendere delle decisioni drammatiche ma necessarie da parte del governo. Tassi di decesso simili a quelli italiani li si riscontrano ad esempio in Francia e Inghilterra, due nazioni dove inizialmente si è sottovalutato il problema sanitario.

Leggi anche ->Coronavirus, Conte e la ripartenza del 4 maggio: cosa succederà al turismo?

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Il governo ha un piano pronto da gennaio: segretato poiché troppo drammatico

Il Corriere ha chiesto dal dg del Ministero della Salute Andrea Urbani se non ci fosse stata da parte del governo troppa incertezza nell’applicare le misure di sicurezza. Questo, però, nega: “Non c’è stato nessun vuoto decisionale. Già dal 20 gennaio avevamo pronto un piano secretato e quel piano abbiamo seguito. La linea è stata non spaventare la popolazione e lavorare per contenere il contagio”.

Alla domanda sul perché in Lombardia ci sia stato un così alto numero di contagi e decessi, lo stesso Urbani ha risposto: “Si può sempre fare meglio, ma siamo stati investiti da uno tsunami, che ha colpito l’Italia come primo Paese in Europa”. Inizialmente, infatti, c’erano come casi solo i due coniugi cinesi ed il governo ha deciso di agire passo per passo in maniera proporzionata. Il dg dunque ci tiene a precisare: “Attenzione, però. Come ha certificato l’Imperial College, se il governo non avesse adottato le zone rosse e le altre misure di contenimento l’Italia avrebbe avuto tra i 600 mila e gli 800 mila morti”.

Tale previsione era già nota al ministro della Salute Speranza e al comitato tecnico-scientifico che hanno deciso di non divulgare il documento né il piano d’azione per gli scenari più catastrofici per non generare il terrore nella popolazione. Adesso che si va verso il superamento della fase acuta del contagio, il governo è impegnato nella strutturazione della fase due per preparare il sistema sanitario nazionale ad una più che eventuale seconda ondata di contagi.