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Sanremo 2019, la canzone di Achille Lauro inno all’ecstasy? Ecco la verità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:51
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Sanremo 2019, la canzone di Achille Lauro inno all’ecstasy? Ecco la verità. 

Achille Lauro Rolls Royce

Ad attaccare pesantemente Achille Lauro per la sua canzone Rolls Royce è stata Striscia la Notizia. Secondo il tg satirico di Antonio Ricci la canzone del trapper sarebbe un vero e proprio inno alla droga. Infatti pare esista una droga sintentica, dell’ectasy, chiamata proprio Rolls Royce. Se si cerca in rete si trova una notizia del 2017 in cui si parla dell’arresto di una persona per droga e si dice: “Pasticche di una delle droghe più diffuse tra i giovanissimi, di formato rettangolare e con impressa la scritta «Rolly Royce». Un «marchio» che è una novità nel mercato delle sostanze da sballo” (da www.larena.it). Il riferimento all’auto è il nome della statuetta che si trova su tutti i veicoli e che si chiama per l’appunto “Spirit of Ecstasy” (“Spirito dell’estasi”). Un nome che con la droga ovviamente non c’entra nulla.

Bene per questi motivi secondo Striscia quella di Achille Lauro sarebbe proprio un inno alla pasticca di droga denominata Rolls Royce. Striscia si chiede sul proprio sito: “La canzone di Achille Lauro Rolls Royce è un inno all’ecstasy: Rolls Royce è una pasticca di ecstasy. Il direttore artistico era in sé quando l’ha ascoltata e scelta per il Festival di Sanremo?”.

A tal proposito Franco Zanetti di Rockol scrive: “Trovo estremamente divertente, e istruttivo dal punto di vista di un osservatore dei meccanismi dello spettacolo, che il Festival di Sanremo, punto massimo di espressione del conformismo (come è giusto che sia, se vuole avere una platea così ampia) anche quando si finge anticonformista, diventi un palcoscenico dal quale propagandare una pastiglia di sostanza stupefacente. E se fosse davvero così, l’operazione di Achille Lauro e degli autori della sua canzone, cioè lui stesso medesimo con Davide Petrella, Frenetik&Orang3 e Boss Doms, sarebbe un capolavoro di manipolazione, meritevole di applausi e di tesi di laurea. Cinque prime serate su RAI Uno a inneggiare a una droga: geniale”.