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marco giallini
(screenshot video)

In un’intervista, l’attore Marco Giallini racconta la seconda serie del suo commissario Rocco Schiavone  in onda da stasera su Raidue.

La grande fiction Rai torna stasera: a due anni dal successo della prima serie, torna Rocco Schiavone, il vicequestore romano trapiantato ad Aosta, protagonista dell’omonima fiction ispirata ai gialli di Antonio Manzini e interpretato da Marco Giallini. In un’intervista a Leggo.it, l’attore ha rivelato particolari molto interessanti di questa nuova serie.

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Il commissario Rocco Schiavone raccontato da Marco Giallini

Marco Giallini è innanzitutto tornato su quanto accaduto nel corso della prima serie, quando il fatto che il commissario Rocco Schiavone fumasse droghe leggere divenne un caso politico: “Oggi le canne vengono pure usate come cosa terapeutica. E poi, se io in una fiction vedo che in una Questura, su 100 poliziotti, nessuno fuma, beh spengo la tv, non può essere!”. Quindi parla del personaggio che interpreta: “Mi somiglia caratterialmente, ha il mio stesso retaggio, le stesse vicissitudini perché anche io ho perso mia moglie, usiamo lo stesso linguaggio”.

In questa serie, “ci saranno altri quattro episodi, tratti da due romanzi e due racconti”, ma è presto per capire se ci sarà una terza serie, quel che è certo è che il personaggio di Schiavone ha dato a Giallini “una grandissima popolarità, anche chi mi conosceva così così o non mi conosceva proprio ora sa chi sono, quando esco di casa mi devo nascondere”. Infine Marco Giallini parla di altri progetti in cantiere: un film che sta girando con l’amico Valerio Mastandrea, un altro in uscita a gennaio per la regia di Massimiliano Bruno e il nuovo film di Ivano Di Matteo.

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