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Calenzano, il papà della bimba trovata in auto col prete: "Era uno di famiglia"
(Websource)

A Calenzano è stato intervistato il padre della bambina trovata in auto con il prete in un parcheggio isolato. L’uomo ha spiegato come il sacerdote godesse di fiducia tanto da essere considerato “Uno di famiglia”.

I genitori della bambina seviziata dal parroco a Calenzano non riescono a darsi pace per aver permesso a quell’uomo di entrare a far parte della famiglia, avergli concesso fiducia e lasciato che creasse un rapporto con i loro bambini. Don Paolo d’altra parte era entrato a far parte di quella famiglia circa 20 anni prima, quando era arrivato in Paese e faceva spesso visita a loro, portando in giro i bambini con la sua macchina: “Me lo presentarono alcuni amici, mi dicevano di andare da lui perché era una brava persona, che magari avrebbe fatto il miracolo per la mia malattia. Ha visto nascere e crescere i nostri figli, spesso veniva a cena a casa nostra, ci aiutava anche nelle faccende domestiche”. Insomma nulla faceva sospettare loro che l’interesse nei confronti dei bambini nascondesse un secondo fine, era un parroco, era ben voluto da tutti e l’affetto dimostrato nei confronti dei bambini sembrava genuino. Alcuni vicini mormoravano già da tempo, trovavano insolito che il vecchio parroco portasse in giro i piccoli e che lo facesse solamente con quella famiglia, ma la maggior parte non voleva credere ad un fine malvagio e, fino alla sera in cui è stato smascherato, nessuno avrebbe mosso delle accuse concrete.

Calenzano, il papà della bimba: “Mi sento in colpa”

Adesso i genitori sono affranti, si sentono in colpa nei confronti della figlia e non si capacitano di come una persona di fiducia un parroco abbia potuto fare del male alla loro piccola. Nel corso dell’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera‘, l’uomo ripete ossessivamente “Vergogna” come a volerlo fare sentire a Don Paolo. Quindi con la voce rotta dal pianto dice: “È la prima volta che accadeva”, frase ripetuta più volte come a volersi convincere che sia davvero così, quindi continua: “Non era mai accaduto prima. Mai. Altrimenti ce ne saremmo accorti”.

Dopo aver espresso quella che sembra una speranza oltre che una convinzione, il genitore ammette di sentirsi in colpa per quanto capitato alla figlia: “Non ci credevo, poi ho sentito le urla della gente e ho avuto un attacco di cuore. Adesso come potrà vivere mia figlia?Mia figlia si vergogna, non vuole farsi vedere e non vuole farsi toccare da nessuno”.