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Sana
(Websource)

Sana strangolata, il padre confessa l’omicidio. Come era già emerso ieri dopo i risultati dall’autopsia ad uccidere la povera Sana, la 25enne italo-pachistana che abitava a Brescia, è stato il padre che ora ha confessato di averle spezzato il collo strangolandola e di avere poi inscenato la morte naturale della figlia.

Sana, il padre confessa: “L’ho uccisa io”

Per l’omicidio di Sana Cheema, uccisa lo scorso 24 aprile mentre si trovava in Pakistan e proprio il giorno prima del suo ritorno in Italia, si trovavano già in carcere  il padre della ragazza, Ghulam Mustafa (anche lui come la figlia cittadino italiano), il fratello Adnan Mustafa e lo zio Mazhar Iqbal. La povera ragazza era già stata sepolta e le autorità pachistane avevano creduto al racconto della famiglia che aveva parlato di una morte naturale avvenuta per un improvviso infarto. Sono stati gli amici italiani di Sana a combattere affinché venisse riesumata la salma e fosse effettuata l’autopsia. Erano sicuri che la loro amica fosse stata uccisa dalla famiglia che non accettava il suo voler vivere all’occidentale e che non aveva preso bene il suo rifiuto di sottomettersi al matrimonio combinato che avevano preparato per lei con un pachistano che nemmeno conosceva.

Gli amici italiani di Sana si erano insospettiti non solo perché sapevano quanto la famiglia della ragazza osteggiasse la sua vita “occidentale”, ma anche per altri motivi. Infatti poco dopo la sua morte erano stati immediatamente eliminati tutti i profili social della ragazza, forse per eliminare tutte le prove di ciò che la giovane scriveva a proposito della sua famiglia. Sembrava che i suoi famigliari, con suo padre in cima, avessero una gran fretta di chiudere la questione Sana facendo quasi finta che non fosse mai esistita quella povera ragazza. Ora è emersa la tragica verità, giustizia sarà finalmente fatta, ma nessuno potrà riportare indietro Sana.