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In Europa c’è una nazione che ufficialmente non esiste

venerdì, 28 luglio 2017

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Un paese che ufficialmente non c’è
ma che, nonostante il veto dei Paesi membri dell’Onu, esiste a tutti gli effetti. Stiamo parlando della Transnistria, stato che dal 2 settembre 1990 ha proclamato la propria indipendenza come Repubblica Moldava. Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Transnistria, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Transnistria comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro. Il 18 marzo 2014 la Transnistria ha chiesto l’adesione alla Federazione Russa in seguito all’adesione della Crimea.

Transnistria stato sovrano ma l’Europa dice NO

Nonostante il secco no da parte del resto dell’Europa, il piccolo lembo di terra tra la Moldavia (di cui fa parte) e l’Ucraina, a Est del fiume Nistro, è un Paese vero e proprio a tutti gli effetti.

Non ci credete? Ebbene, ha le sue elezioni, il suo governo, il suo esercito e la sua polizia; la lingua ufficiale? Il russo. Il romeno è bandito, così come il leu, la moneta moldava. Qui gli acquisti si fanno con il rublo della Transnistria: si tratta di piccoli dischi di plastica che ricordano vagamente i gettoni della salagiochi o del Monopoli. Se pensate che si tratta di un colpo di testa o di semplice folclore per turisti siete fuori strada: Qui sono tutti serissimi.

A Tiraspol, la Capitale, ci vivono duecentomila: a differenza dei Paesi che le stanno attorno, la Transnistria vive una situazione di assoluta tranquillità. Il colpo d’occhio ricorda quello della Russia di vent’anni fa: grandi casermoni sovietici si alternano a case di legno decorate nello stile dell’Europa dell’Est. I monumenti? Vecchi carrarmati, statue di Lenin e Chiese Ortodosse.

Per entrare in Transnistria serve il passaporto. Alla dogana militari in divisa controllano i documenti e viene rilasciato un lasciapassare che scade dopo qualche ora. Meglio non dilungarsi nella visita e uscire entro l’ora indicata sul foglietto che viene ritirato all’uscita. I turisti che visitano questo lembo di terra rimasto legato all’ex Unione Sovietica lo troveranno di sicuro originale e, a modo suo, anche un po’ romantico.

Una nazione che ufficialmente non esiste: dubbio diritti  umani

Non tutte però la vedono di buon occhio: la situazione dei diritti umani in Transnistria è stata criticata da molti governi e organizzazioni internazionali. Il rapporto del 2007 Freedom in the World, pubblicato dalla statunitense Freedom House, descrive la Transnistria come un territorio “non-libero”, con una situazione pessima per i diritti politici e le libertà civili. Secondo il rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti riferito all’anno 2006:
Il diritto dei cittadini a cambiare il loro governo [Governo della Moldavia] fu limitato. […] Le autorità avrebbero continuato a usare torture, arresti arbitrari e la detenzione. […] In Transnistria le autorità limitano la libertà di parola e di stampa. […] Nella regione separatista della Transnistria le autorità continuano a negare la registrazione e perseguitano i gruppi religiosi minoritari. La regione separatista resta una fonte significativa e un’area di transito per il traffico di persone. […] L’omosessualità è illegale, i gay e le lesbiche sono oggetto di discriminazione governativa e sociale.

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