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Il luogo più freddo della Terra: -93,2 gradi

sabato, 7 gennaio 2017

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Il luogo più freddo della terra si trova al Polo Sud. Noi che rabbrividiamo quando la temperatura scende di poco sotto lo zero, non osiamo nemmeno immaginarci cosa possa voler dire sopravvivere a meno 90 gradi. Sì, avete letto bene: meno 93,2 per la precisione. In realtà in questo luogo incredibile che si trova al Polo Sud non ci vive nessuno, giusto ogni tanto ci capita qualche geofisico in missione.

Il luogo più freddo della Terra

Durante un Congresso dell’unione geofisica americana a San Francisco era stata diffusa la notizia di un nuovo incredibile record del freddo, che ha stabilito così il punto della terra più gelido in assoluto. Si tratta di Dome Argus, sull’altopiano antartico orientale, località che ha raggiunto la bellezza di -93,2 gradi sotto lo zero.

Battuto quindi il precedente primato, registrato nel 1983, mentre l’ultimo risale al 2010, che vedeva al comando la città russa di Vostok con -89,2 gradi. Lo studio americano ha concentrato la propria attenzione sull’analisi di 32 anni di registrazioni delle temperature effettuate dai satelliti.

Per i luoghi abitati invece Verkhojansk e Oymaykon con i loro bei -67,8 gradi rimangono ancora sul primo podio.

Alla ricerca del ghiaccio più antico del mondo

Negli ultimi giorni questo luogo è tornato agli onori della cronaca per essere oggetto di scavi e ricerche approfondite. Qui si potrebbe infatti celare il ghiaccio più antico della storia del mondo. Una sorta di Sacro Graal della scienza che permetterebbe così agli studiosi di analizzare le condizioni meteo del passato e intuire quelle del futuro con più precisione ed esattezza.

Diversi scienziati, come Van Ommen, hanno infatti raccontato all’Ansa: “Programmiamo di stabilire un campo per circa quattro anni, trapanando ogni estate per circa tre mesi attraverso il ghiaccio, che ha una profondità di circa 3000 metri“. Con questi lavori estrarranno le famose “carote di ghiaccio” che altro non sono che dei tubi di ghiaccio di 10 cm di diametro, estratte in lunghezze da 2 a 6 metri usando un trapano cavo. Con questi studi si potrà capire se il cambiamento nei ritmi delle ere glaciali era stato causato dai cambiamenti dei livelli di CO2. Capendo questo si potrà capire meglio anche cosa ci aspetta nel futuro.

Selena Marvaldi e Maria Sole Bosaia

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