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Guida India: alla scoperta di Ganesh, il dio elefante

lunedì, 28 agosto 2017

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L’India è una nazione meravigliosa. Ogni anno migliaia e migliaia di turisti si precipitano qui per respirare la bellezza di un luogo mistico, magico, culla natale dello yoga e di una religione ricca di significati. Tra tutte le divinità che troverete in un vostro viaggio in India, sicuramente vi imbatterete prima o poi in Ganesh. Probabilmente non vi sarà nuovo: tatuaggi di Ganesh sono praticamente all’ordine del giorno anche tra gli europei e l’effige, ad un primo sguardo, è semplice. Si tratta di un dolce elefante un po’ pasciutello seduto come un Buddha. Però, dietro a queste raffigurazioni, si nasconde qualcosa di ben più profondo. Vediamo allora il significato di Ganesh.

Ganesh, mantra e significato

Come è nato Ganesh? La più popolare tra le storie raccontate vede la dea Parvati esasperata dai continui rifiuti di suo marito, il Dio Shiva, alla richiesta di rispettare la sua intimità nelle sue stanze private. A quel punto, la dea Parvati, decise di risolvere la cosa in modo definitivo. La dea con della pasta di sandalo modellò la figura di un ragazzo cui diede la vita per controllare la sua intimità. Shiva, infuriato e non riconoscendo nel ragazzo un figlio di Parvati lo decapitò.

La dea Parvati si infuriò con Shiva il quale, rendendosi conto dell’errore, per porre rimedio ordinò ai suoi seguaci di portargli la testa del primo essere vivente che avessero incontrato: fu un elefante. La testa di pachiderma fu così posta sul corpo decapitato del figlio di Parvati e gli venne ridata la vita. Shiva gli diede così il nome di Ganapathi, ossia capo delle schiere celesti, e decise che chiunque lo avesse adorato prima di iniziare un’attività sarebbe stato favorito.

Il suo mantra è “Om Gam Ganapataye Namah”  traducibile, in modo approssimativo come“Mi arrendo a Te, Signore di tutti gli esseri”.

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Simbologia e significato di Ganesh

Generalmente vediamo Ganesh rappresentato con quattro braccia che rappresentano: mente, intelletto, ego e coscienza. Con una mano tiene la posizione Abhaya che indica protezione e rifugio, nell’altra invece Ganesh tiene un dolce, il modaka, simbolo di realizzazione dell’io profondo. Nelle altre mani invece regge un ankusha, ossia un pungolo per elefanti, e un pasha, ossia un nodo. Questi due oggetti simboleggiano come l’attaccamento al mondo terreno e ai desideri materiali siano degli inganni e delle trappole. C’è anche una versione alternativa per cui questi due oggetti servono invece per spronare l’umanità a non demordere nei propri obiettivi.

L’ampio ventre di Ganesh poi simboleggia la generosità della natura e la capacità della divinità di inghiottire i dolori dell’universo, regalando una vita felice e un mondo protetto dal male. Il ventre di Ganesh è la rappresentazione della capacità di assimilare qualsiasi esperienza, anche negativa, con distacco e serenità.

La testa di elefante poi è simbolo di forza e di grande spinta intellettuale. Ganesh è infatti un dio mosso da amore e perdono che spesso si commuove davanti alla dedizione e alla devozione dei suoi fedeli. Chiede rispetto ed è docile se viene trattato come merita. Ma Ganesh è anche saggio, le sue orecchie separano il bene il male ascoltando tutto, ma prendendo con sè solo le cose positive.  La sua proboscide poi simboleggia l’intelletto.

Altro elemento particolare è la zanna spezzata di Ganesh: i significati sono diversi. Se da una parte può simboleggiare la capacità di spezzare la dualità, un’antica storia narra di come Ganesh al servizio di un dio maggiore stesse prendendo appunti, ma resosi conto del fatto che stava scrivendo cose troppo importanti si spezzò una zanna per continuare a scrivere, dimostrando come non vi sia un sacrificio troppo grande per il conseguimento del sapere.

Ai suoi piedi poi, in conclusione, vi è un topolino. C’è chi sostiene che sia lui a trasportarlo, dimostrando che quindi un saggio non trovi nulla di sproporzionato o brutto nemmeno nel farsi accompagnare da un topolino.

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