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Italiani rapiti in Libia. L’allarme della Farnesina

martedì, 20 settembre 2016

Indian Army personnel take position during an encounter with armed attackers at the police station in Dinanagar town, in the Gurdaspur district of Punjab state on July 27, 2015. Indian security forces were battling an armed attack on a police station near the Pakistan border in which at least five people have been killed. AFP PHOTO/ NARINDER NANU (Photo credit should read NARINDER NANU/AFP/Getty Images)

(Photo credit should read NARINDER NANU/AFP/Getty Images)

Due italiani sono stati rapiti ieri sera a Ghat, nel sud della Libia, al confine con l’Algeria. Si tratta di Bruno Cacace, 56 anni di Cuneo che vive in Libia da 15 anni, e Danilo Calonego, 66enne di Belluno.

La dinamica del rapimento

I due italiani sono stati rapiti da diversi sconosciuti armati e mascherati che hanno bloccato la loro auto e li hanno costretti a salire su un fuoristrada. I sequestratori hanno aperto il fuoco contro di loro e l’autista degli italiani è stato poi ritrovato con le mani legate in una zona desertica. Per ora il sequestro non è stato rivendicato, ma è stato confermato dalla Farnesina.

La situazione è assolutamente delicata e il caso viene seguito dal Premier Matteo Renzi e dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Assieme ai due italiani è stato rapito un cittadino canadese e, tutti e tre, lavoravano per la Con.I.Cos, società di Mondovì che si occupa della manutenzione dell’aeroporto di Ghat.

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