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Mare inquinato in Italia, i rilevamenti di Goletta Verde

giovedì, 11 agosto 2016

Goletta Verde (Foto Facebook)

Goletta Verde (Foto Facebook)

Mare inquinato d’Italia. Ecco i primi rilevamenti di questa estate dalla Goletta Verde di Legambiente.

Da oltre 30 anni ogni estate Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente, naviga lungo le coste italiane per monitorare la salute del mare e dei litorali italiani, denunciare abusi e illegalità, promuovere buone pratiche di gestione dei territori. Il battello ambientalista quest’anno dedica in modo particolare il suo viaggio alla battaglia contro le trivellazioni in mare.

Goletta Verde è in giro per i mari d’Italia. Nel frattempo, sono stati resi pubblici i primi dati sui mari delle prime regioni monitorate.

Mar inquinato d’Italia: le analisi di Goletta Verde

Liguria

Criticità in sedici dei ventiquattro punti monitorati. Nel mirino principalmente le foci di fiumi e canali in tratti spesso molto frequentati dai bagnanti: assenti in spiaggia le informazioni sulla qualità delle acque.

In provincia di La Spezia su nove campionamenti eseguiti sei sono risultati “fuorilegge”. Giudizio di “fortemente inquinato” per quelli eseguiti presso la foce del canale sotto le scalette alla spiaggia Venere Azzurra e alla foce del canale alla fine di via Roma a Lerici; alla foce del torrente Parmignola a Marinella di Sarzana. Entro i limiti il campionamento eseguito a Porto Venere presso Calata Doria. Inquinato il giudizio per quello di Deiva marina (alla foce del Rio Castagnola in località Fornaci).
Nelle Cinque Terre giudizio di “fortemente inquinato” per i campionamenti alla foce del canale di fronte piazza Garibaldi a Monterosso al Mare e presso lo scarico sotto al belvedere a Manarola di Riomaggiore. Nello stesso comune entro i limiti gli inquinanti riscontrati nel campione prelevato alla spiaggia Fossola; così come quello prelevato a a Vernazza, alla foce del Rio Corniglia.

In provincia di Genova tutti i cinque campionamenti hanno evidenziato cariche batteriche oltre i limiti consentiti, con un giudizio di “fortemente inquinato”: a Genova Nervi (alla foce del fiume Sturla); a Bogliasco (Foce Rio Poggio); a Recco (Foce torrente Recco); a Rapallo (presso lo scarico all’ex “spiaggia dei Cavallini”) e a Lavagna (allo sbocco canale presso la foce del fiume Entella).

Tre dei cinque campionamenti eseguiti in provincia di Savona hanno evidenziato problemi: fortemente inquinanti quelli eseguiti ad Albenga (foce Fiume Centa); a Pietra Ligure (foce torrente Maremola); inquinato il giudizio per quello a Finale Ligure (alla foce del fiume Pora). Entro i limiti i prelievi a Ceriale (sbocco canale
presso Lungomare Diaz); a Savona (alla spiaggia presso il fiume Letimbro).

In provincia di Imperia, infine, “inquinati” due prelievi su cinque: quello eseguito alla foce del fiume Roja a Ventimiglia e alla foce del torrente Argentina a Arma di Taggia. Nei limiti di legge gli inquinanti riscontrati nei
campionamenti effettuati alla spiaggia di fronte al torrente Impero e alla foce del Rio Santa Lucia a Imperia e alla spiaggia presso via delle Magnolie a Diano Marina. Maggiori informazioni e dettagli: qui.

Toscana

Quasi la metà dei punti monitorati risultano inquinati. Nel mirino principalmente le foci di fiumi e canali in tratti spesso molto frequentati dai bagnanti: totalmente assenti in spiaggia le informazioni sulla qualità delle acque.

La situazione più critica in provincia di Massa-Carrara tutti i punti monitorati risultati “fortemente inquinanti”. I quattro prelievi sono stati eseguiti a Marina Carrara (alla foce del torrente Carione); a Marina di Massa (alla foce del fiume Frigido) e in località Partaccia dello stesso comune (alla foce del torrente Lavello); a Montignoso (alla foce del fiume Versilia).
All’Isola d’Elba sono risultati “fortemente inquinanti” i campioni prelevati alla foce del fosso di Mola, nell’Area umida del Parco Nazionale dell’Arcipaelago Toscano, nell’area che fa parte nel territorio del Capoliveri. Ma sulla situazione di questa fragile area umida, protetta anche dalle Direttive europee Habitat e Uccelli, il circolo di Legambiente Arcipelago Toscano sta preparando un dossier con altri dati che verrà presentato nei prossimi giorni. A Portoferraio è invece risultata inquinata la foce del canale dove sorge lasede del “Teseo Tesei” (comunque in un’area non balneabile); mentre sono risultati nella norma gli inquinanti riscontrati nei prelievi effettuati alla spiaggia presso Punta della Rena, sempre a Portoferraio; e alla foce del fosso di San Giovanni a Portoferraio, dove però è stata riscontrata la diffusa presenza di rifiuti alla foce del fosso e l’occlusione dei uno dei due scarichi. Restando in provincia di Livorno, “entro i limiti” anche il prelievo effettuato a Piombino, alla Marina di Salivoli (scarico presso la spiaggia). D

Due campionamenti giudicati “fortemente inquinanti” sui tre realizzati in provincia di Lucca: a Pietrasanta (foce del fosso Montrone in località la Focetta) e a Camaiore (foce del fosso dell’Abate in località Lido). Nella norma quello prelevato a Viareggio (spiaggia antistante piazza Mazzini).

Un solo punto giudicato “inquinato” rispetto ai sei monitorati in provincia di Grosseto: quello alla foce del canale nell’area di porto di Cala Galera in località Poggio Pertuso di Monte Argentario. Nessun problema riscontrato invece in quelli effettuati a Follonica (accesso al mare n.88); Castiglione della Pescaia (spiaggia in corrispondenza del fiume Bruna); Orbetello (alla foce dell’Albenga e alla foce del canale di Fibbia) e ad Ansedonia (foce fosso Tagliata Etrusca). Maggiori informazioni: qui.

Lazio

Oltre metà dei campionamenti è “fuorilegge”. Maglia nera alla provincia di Roma.

In provincia di Latina soltanto un terzo dei campionamenti ha evidenziato cariche batteriche elevate: a Formia (alla spiaggia foce rio Santacroce) con un giudizio di “fortemente inquinato”; a Terracina (foce del canale Sisto) e a Gaeta (foce del torrente Lorgato) con un giudizio di “inquinato”. Nella norma, invece, gli altri due prelievi effettuati a Terracina (sotto il monumento naturale Tempio Giove Anxur-scarico ex depuratore e scogliera di Levante-sorgente Acqua Magnesia); a Latina (alla foce dell’Astura); a Sabaudia (foce del canale Torre Paola); a Fondi (foce canale Sant’Anastasia) e a Minturno (foce rio Recillo).

Tre i campionamenti in provincia di Viterbo. “Fortemente inquinato” il giudizio per quello a Tarquinia (alla foce del fiume Marta). Dei due effettuati a Montalto di Castro, uno ha dato un giudizio di “inquinato” (quello alla foce del fiume Fiora); e uno è risultato “entro i limiti” (alla spiaggia di fronte il fosso Chiarone).

Una fotografia a tinte fosche, quella dei campionamenti effettuati sul litorale della provincia di Roma, senz’altro peggiore dell’estate 2015, con undici campionamenti su undici con un risultato di “fortemente inquinato”. Tre i punti che rientravano nei limiti nel 2015 sono risultati con cariche batteriche elevate: a Cerveteri presso la foce del fosso Zambra e a Ladispoli presso la foce del Rio Vaccina e quella del fiume Statua. Non sono da meglio gli altri campionamenti che risultano ancora fortemente inquinati come lo scorso anno: a Fiumicino (alla foce del fiume Arrone a Fregene); a Roma-Ostia (alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale al cancello n.1); a Pomezia-Torvajanica (alla foce del canale Crocetta, alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto); a Ardea (alla foce del fosso Grande); a Nettuno (foce del canale Loricina). Maggiori informazioni: qui.

Campania

Cariche batteriche elevate per venti campioni su trentuno. Nel mirino ancora scarichi, foci di fiumi e torrenti. Il deficit depurativo non risparmia nessuna provincia.

In provincia di Salerno su dieci punti monitorati nove hanno evidenziato elevate cariche batteriche e per sette di questi il giudizio è di fortemente inquinato: alla foce del fiume Irno, come detto, a Salerno, sul lungomare Tafuri; ad Atrani, alla foce del torrente Dragone; alla foce del torrente Asa a Pontecagnano-Faiano; a Battipaglia, alla spiaggia nei pressi della foce del Tusciano; a Marina di Eboli, al canale di scarico su via Mimbelli; alla foce del rio Arena a Castellabate/Montecorice e a Capaccio alla foce dl rio presso via Posidonia in località Laura. Giudizio di inquinato invece per i campionamenti effettuati a Torre di Paestum/Licinella, alla foce Capo di fiume e alla foce del fiume Solofrone tra Capaccio e Agropoli. Si salva il solo prelievo effettuato a Salerno alla spiaggia antistante via Mantegna sul lungomare Marconi.

In provincia di Napoli, escludendo le isole, la situazione non è di molto migliore: sui dodici punti campionati nove presentavano cariche batteriche elevate. Nella città di Napoli c’è da segnalare la situazione di Mappatella beach sul lungomare Caracciolo: i tecnici di Goletta Verde hanno evidenziato cariche batteriche elevate, e un giudizio di fortemente inquinato, nel prelievo effettuato presso la foce del canale (dove, come testimoniano le foto scattate al momento del prelievo, la presenza di bagnanti, compresi i bambini, è comunque elevata). Inquinanti che rientrano nei limiti di legge, invece, spostandosi poco più distante nei pressi della spiaggia di Mappatella beach. Sempre a Napoli fortemente inquinato è risultato il campionamento alla spiaggia nei pressi della foce dell’alveo Volla a San Giovanni a Teduccio. Stesso giudizio anche per le acque prelevate allo sbocco del canale di Licola a Pozzuoli; alla foce del Lagno vesuviano a Ercolano; alla foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia; alla foce del Rivo San Marco e alla spiaggia antistante Lungomare Garibaldi a Castellammare di Stabia. Giudizio di inquinato, invece, per quello alla spiaggia sulla litoranea in località Ponte della Gatta di Torre del Greco. Entro i limiti i campionamenti a Bacoli (canale di sbocco a mare del lago Fusaro) e alla spiaggia Mortelle a Portici.

Infine, tre prelievi su tre “fuorilegge” in provincia di Caserta: giudizio di fortemente inquinato per il prelievo alla foce della Fiumarella e alla foce del torrente Savone a Mondragone e di inquinato per quello alla foce dei Regi Lagni a Castelvolturno.

Basilicata

Depurazione in crisi: tre punti su quattro giudicati fortemente inquinati.

Bollino rosso per i campionamenti effettuati alla foce del fiume Basento, a Metaponto; alla foce del canale Bufaloria a Lido Torre di Scanzano Jonico e alla foce del canale in corrispondenza di via Idrovora a Nova Siri.

Unico punto in cui non sono stati riscontrate criticità è quello monitorato alla spiaggia di Calaficarra a Marina di Maratea.

Calabria

La mancata depurazione continua a danneggiare il mare. Dei 24 punti monitorati da Goletta Verde ben diciotto hanno evidenziato cariche batteriche oltre i limiti consentiti: nel mirino ancora una volta foci di fiumi, torrenti e canali.

In provincia di Reggio Calabria dei sei punti monitorati soltanto uno presentava cariche batteriche contenute nei limiti di legge (quello alla spiaggia in corrispondenza di piazza Porto Salvo a Melito di Porto Salvo). Giudizio di fortemente inquinato, invece, per i prelievi effettuati alla foce del canale Fiumarella a Brancaleone, alla foce del torrente Caserta nei pressi del lido comunale a Reggio Calabria; allo scarico presso il lungomare Cenide di Villa San Giovanni; alla foce del fiume Mesima a San Ferdinando. Inquinato invece il giudizio per quello alla foce del fiume Petrace a Gioia Tauro.

Situazione simile in provincia di Vibo Valentia, dove sono risultati fortemente inquinati cinque dei sei campionamenti: alla foce del fiume Angitola in località Calamaio a Pizzo; alla foce del fosso Sant’Anna a Bivona di Vibo Marina; alla foce del torrente Murria a Briatico; alla foce del torrente Ruffa a Ricadi e alla foce del torrente Britto a Marina di Nicotera. Seppure quest’ultimo punto non coincide con la spiaggia che nei giorni scorsi finì sotto l’attenzione dell’opinione pubblica a causa delle vibrate proteste dei cittadini di Nicotera, Legambiente chiede all’amministrazione e all’Arpa Calabria di proseguire negli approfondimenti delle possibili situazioni di rischio per la salute dei bagnanti.

Entro i limiti, invece, quello presso la spiaggia in corrispondenza della foce del torrente Arbona, quest’anno in secca, nella frazione di Santa Domenica di Ricadi.

Cinque i punti campionati anche in provincia di Cosenza, di cui tre fortemente inquinati: alla foce del fiume Noce a Tortora; alla foce del fiume Parise a Bonifati; alla foce del canale sulla spiaggia di Villapiana Lido all’altezza di via Graziano. Nei limiti di legge gli altri due campionamenti alla foce del fiume Lao a Scalea e alla spiaggia libera tra Diamante e Belvedere marittimo all’altezza del depuratore.

Tre i punti campionati in provincia di Catanzaro: per due di questi è stato evidenziato un carico inquinante superiore a quello consentito: giudizio di fortemente inquinato per quello alla foce del torrente Zinnavo a Lamezia Terme e di inquinato per quello alla foce del torrente Tridattoli a Capo Suvero di Gizzerìa. Entro i limiti, quello alla spiaggia di Caminia a Stalettì.

Quattro, infine, i prelievi effettuati in provincia di Crotone, tre dei quali con cariche batteriche oltre i limiti: fortemente inquinati quelli alla foce del fiume Neto tra Strongoli e Crotone e in prossimità del canale sulla spiaggia in località Le Castella di Isola di Capo Rizzuto, zona quest’ultima che vede un’altissima presenza di bagnanti. Inquinato quello alla foce del fiume nei pressi di via Conchiglie a Crotone. Nella norma l’altro prelievo effettuato a Isola di Capo Rizzato, presso la spiaggia Marinella. Maggiori informazioni: qui.

Sardegna

Mare in ottima salute. Ancora qualche criticità alle foci di fiumi e canali. Goletta Verde presenta il bilancio regionale del monitoraggio della qualità delle acque in Sardegna.

I punti che sono stati giudicati “fortemente inquinati”:  foce del rio Mannu a Porto Torres; della foce del fiume Sillis a Marina di Sorso/Platamona; della foce del canale in corrispondenza di via Garibaldi a San Giovanni di Alghero; della foce del rio Jana a Porto Alabe nel comune di Tresnuraghes; del campionamento effettuato in prossimità dello scarico su via Tramontana a Pittolongu, di Olbia, oggetto negli ultimi mesi di numerose segnalazioni da parte dei cittadini per episodi di sversamenti d reflui fognari. Giudicato “inquinato” invece il prelievo effettuato alla foce del fiume Fluminimanno in località Portixeddu a Fluminimaggiore. Maggiori informazioni: qui.

Sicilia

Depurazione ancora nel caos. Su ventisei punti monitorati, ben 17 risultano “fortemente inquinati”. Nel mirino foci di fiumi, scarichi e torrenti.

In provincia di Messina è risultato fortemente inquinato il prelievo effettuato alla foce del torrente (o Patrì) in località Cantone. Nessuna anomalia, invece, riscontrata nel campione prelevato a Giardini Naxos, nel quartiere San Giovanni, alla spiaggia di via IV Novembre. Fortemente inquinato, invece, il campionamento effettuato alla foce del fiume Alcantara, in località San Marco, che segna il confine tra Calatabiano e Giardini Naxos, quindi tra le province di Messina e Catania. In quest’ultima provincia, invece, è risultato fortemente inquinato il campionamento allo sbocco dello scaricofognario all’inizio del Lungomare Galatea, mentre è risultato nella norma quello alla spiaggia libera a Lidi Playa a Catania.Giudizio di fortemente inquinato anche per il prelievo alla foce del canale Grimaldi, al Porto Grande-zona Pantarelli di Siracusa.

Dei dieci campionamenti effettuati in provincia di Palermo, cinque sono stati giudicati “fortemente inquinati”: quello alla spiaggia tra Capitaneria e vecchio oleificio al porto di Termini Imerese; al piano Stenditore lungomare in località Ponticello a Santa Flavia; alla spiaggia tra la chiesa e l’ospedale Buccheri La Ferla in località Bandita di Palermo; alla foce Nocella, in contrada San Cataldo, tra Terrasini e Trappeto; allo scarico fognatura di Terrasini, nei pressi della diga foranea del porto; allo sbocco dello scarico di fronte corso Mattarella a Villa Grazia di Carini; allo sbocco del depuratore presso la foce del torrente Chiachea, sempre a Carini e alla foce del torrente Pinto a Trappeto. Nei limiti, invece, gli inquinanti registrati a Sferracavallo a Palermo (in via Barracello, di fronte alla pompa di sollevamento) e in località Aspra a Gallodoro (effettuato di fronte al tubo di scarico).

Due campionamenti “fortemente inquinati” anche in provincia di Trapani, rispetto ai quattro monitorati: alla foce del canale nei pressi dello scarico del depuratore nella frazione di Marinella di Selinunte a Castelvetrano e alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo (Lungomare di Levante, foce Arena). Nei limiti, invece, quelli eseguiti alla spiaggia libera di via Florio a Marsala e sulla spiaggia in corrispondenza del tubo di scarico in località Sanguigno di Custonaci.

A Gela (provincia di Caltanissetta) fortemente inquinato il prelievo alla foce del fiume Gattano, in località Macchitella.

Infine, due punti giudicati fortemente inquinati in provincia di Agrigento, rispetto ai quattro monitorati: spiaggia, a valle del depuratore (??) a Licata e alla foce del torrente Canzalamone in località Stazzone di Sciacca. Entro i limiti quelli alla spiaggia in corrispondenza del torrente Re a Porto Empedocle e alla spiaggia in corrispondenza di un canale a Realmonte (località Villa Romana). Maggiori informazioni: qui.

Per il dettaglio sulle altre Regioni italiane rimandiamo a questa pagina.

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