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Aereo russo caduto nel Sinai: è stata una bomba dell’Isis. Londra sospende i voli su Sharm el Sheikh

mercoledì, 4 novembre 2015

Airbus Meteojet (Foto di Sergey Korovkin 84 - Praca własna. Licencja CC BY-SA 3.0 na podstawie Wikimedia Commons)

Airbus Meteojet (Foto di Sergey Korovkin 84 – Praca własna. Licencja CC BY-SA 3.0 na podstawie Wikimedia Commons)

Rivelazioni shock dall’intelligence Usa sull’aereo russo precipitato nel Sinai il 31 ottobre scorso. Secondo fonti dei servizi segreti americani, citate dalla Cnn, l’Airbus A-321 della compagnia russa MetroJet, decollato da Sharm el-Sheik e diretto a San Pietroburgo con 224 persone a bordo, è esploso in volo a causa di una bomba, che sarebbe stata nascosta dentro una valigia o un bagaglio a mano.

Sempre secondo l’intelligence Usa l’attentato sarebbe stato compiuto dall’Isis o da un gruppo affiliato. Il gruppo terrorista islamico aveva in effetti pubblicato una rivendicazione poco dopo che si era diffusa la notizia dell’incidente aereo, ma la rivendicazione non era stata ritenuta attendibile.

Poiché l’aereo aveva improvvisamente perso quota 23 minuti dopo il decollo, si era pensato ad un problema tecnico o ad un cedimento strutturale. Tuttavia, gli elementi rinvenuti sul luogo dello schianto hanno sollevato subito diversi dubbi sulla dinamica dei fatti.

In base ai rottami e ai resti trovati in questi giorni, gli investigatori avevano ipotizzato che l’aereo si fosse spezzato in volo, poi era arrivata la notizia da fonti militari statunitensi che un satellite Usa aveva rilevato un lampo di calore al momento dell’incidente. Nel frattempo, nei forum online dei piloti ed esperti di aviazione si ritiene che l’Airbus russo sia caduto molto rapidamente e per decompressione.

Tutti elementi che fanno propendere per l’ipotesi dell’esplosione in volo e della bomba. Anche se è ancora presto per dirlo con certezza.

Sulle modalità dell’attentato rimangono aperte diverse ipotesi. Si pensa ad un bagaglio portato a bordo grazie alla complicità di un impiegato dell’aeroporto di Sharm el-Sheik e alla mancanza di controlli nello scalo della località turistica egiziana, scrive l’agenzia Ansa. Tra le altre ipotesi ci sono: il sabotaggio del jet mentre era sulla pista a Sharm El Sheikh; l’ordigno trasportato da un terrorista camuffato da turista o consegnato ad un passeggero inconsapevole (nel bagaglio, in un pacco dono) oppure portato a bordo da qualche addetto dell’aeroporto. C’è anche l’ipotesi delle micro-bombe in grado si sfuggire ai controlli, quelle costruite da Ibrahim al Asiri, il terrorista di al Qaeda nella penisola arabica.

Se gli americani parlando di attentato causato da una bomba, tuttavia gli investigatori non hanno trovato tracce di esplosivo sul luogo dello schianto. Le autorità russe hanno riferito che dalle prime analisi sui corpi delle vittime non sono stati riscontrati traumi da esplosione.

Il caso rimane dunque un mistero, mentre alcune indiscrezioni hanno riferito che nel voice recorder dell’aereo sono rimasti incisi suoni “anomali”.

L’Isis intanto è tornato a rivendicare l’attentato con un messaggio audio pubblicato su Twitter: “Non siamo obbligati a svelarvi il modo in cui abbiamo abbattuto l’aereo, ma ve lo diremo solo quando e come vorremo noi“, dicono i terroristi. “Voi controllate le scatole nere, visionate il relitto e provate a confermare che non è stato abbattuto, se ci riuscite”. “Noi l’abbiamo abbattuto, voi morirete di rabbia”, dice ancora il messaggio.

Il Regno Unito sospende i voli

Nel frattempo, il governo britannico ha prima sospeso i voli che dovevano partire questa sera da Sharm el-Sheik, in attesa di verificare la sicurezza dello scalo egiziano, poi ha sospeso tutti i voli tra la località turistica egiziana e il Regno Unito. Stessa decisione è stata presa dall’Irlanda.

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