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Da discarica a polmone verde. L’area di Bellacomba torna ai torinesi

lunedì, 20 ottobre 2014

Thinkstock

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Torino, città industriale e spesso definita un po’ grigia per la grande quantità di palazzi, restituisce alla natura e ai cittadini un antico polmone verde, riportato agli antichi splendori. Si tratta dell’area Bellacomba, sulla sponda sinistra del torrente Stura di Lanzo fra strada dell’Aeroporto e il confine nord della Città-Basse di Stura, dopo una vasta opera di pulizia è stata restituita alla natura.

Nel 2007 l’area, costituita da terreni privati e demaniali, era stata inserita nell’elenco delle discariche illecite torinesi scoperte dalla Guardia di Finanza e, nonostante gli interventi di pulizia organizzati negli anni dall’Amministrazione comunale e dai cittadini, la situazione continuava a essere critica ed era arrivata ad interessare la limitrofa sponda del torrente Stura.

Le condizioni per pulire i terreni si sono verificate grazie agli accordi assunti tra la direzione Ambiente e i titolari dei terreni oltre alla fattiva collaborazione della Polizia Municipale (VI Sezione territoriale con supporto del Comando). Inoltre è stato determinante per la pulizia dell’area l’accordo raggiunto tra la Provincia e i Vigili del Fuoco che hanno messo a disposizione uomini e mezzi del Corpo per agevolare le operazioni nelle zone più impervie.

I lavori, iniziati il 19 maggio 2014 e terminati il 22 settembre, hanno comportato la rimozione di circa 1540 tonnellate di rifiuti per un costo totale – comprensivo dell’attività di progettazione, cantierizzazione, trattamento, trasporto e smaltimento dei rifiuti è di € 307.000.

Rivolgo il mio ringraziamento ai proprietari dei terreni che hanno offerto la loro disponibilità a recuperare un angolo di Torino naturale e ricco di vegetazione – ha affermato l’assessore all’Ambiente Enzo Lavoltaoffeso dall’incuria e dall’inciviltà delle tante persone che, impunemente, hanno continuato a sporcare per anni un angolo di natura in città. Un ringraziamento particolare va alle Guardie ecologiche volontarie, che già più volte in passato hanno identificato diversi autori di abbandoni, denunciandoli alla Procura e hanno perciò permesso il conseguente ripristino del sito, e ringrazio anche tutti i soggetti che hanno contribuito alla realizzazione della pulizia del sito, i Vigili del Fuoco, la Provincia, l’Amiat, la direzione ambiente della Città e la Polizia Municipale”.

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