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Guida | Le bellezze nascoste dell’Italia: dalla Grotta di Nettuno a Frassasi

lunedì, 4 aprile 2011

Grotte di Nettuno (foto dal web)

GUIDA LE BELLEZZE NASCOSTE D’ITALIA\Roma-Ogni paese ha dei tesori nascosti, tesori che pur non essendo segreti …non riescono a vedere la luce del sole. Si tratta di tutte quelle bellezze che si celano sotto la crosta terrestre; il Bel Paese ne possiede un’infinità. Una vera e propria costellazione di grotte naturali e cunicoli sotterranei, che sono stati trasformati nel corso dei millenni dal lento stillicidio dell’acqua o dall’impeto violento di fiumi nascosti creando profondissimi canyon, passaggi stretti ed ampi ambienti.

E’ la Sardegna che possiede le più antiche grotte conosciute del pianeta. Queste spettacolari grotte si trovano in provincia di Cagliari, a Santadi;sono le Grotte Is Zuddas che si sono formate esattamente seicento milioni di anni fa. Stalagmiti e stalattiti che compongono molteplici colonne, cannule e colate giganti. Tipici all’interno delle grotte i : “fiori di grotta”, le aragoniti aciculari, grossi ciuffi di cristallo che sembrano fiori, di colore variabile dal bianco puro al grigio chiaro, e le aragoniti eccentriche, sottili concrezioni che decorano un’unica sala espandendosi in moltissime  direzioni, rendendole così una realtà unica al mondo, uno spettacolo suggestivo che va assolutamente goduto.Una testimonianza che si può vedere in queste grotte è un abitante molto antico della grotta , il Prolagus sardus, un roditore delle dimensioni di una piccola lepre, di circa quindici-venti centimetri di lunghezza che risulta estinto circa quattrocento anni fa.Vicino ad Alghero, invece, vi è Capo Caccia, un luogo di incomparabile bellezza, creato tra i 135 e i 65 milioni di anni fa, che offre la possibilità di scoprire le fantastiche Grotte di Nettuno. Un intricatissimo sistema idrico con fiumi sotterranei per millenni ha scavato nella roccia vaste cavità, molte delle quali sono visitabili. È grazie ad una ripida ma suggetiva scalinata che è possibile raggiungere le grotte, questa  scende dal promontorio di Capo Caccia, nota come Escala del Cabirol, con 656 gradini a picco sul mare.Quando si giunge alle Grotta di Nettuno  ci si trova di fronte ad uno scenario di ineguagliabile bellezza creato  dalla trasparenza del suo lago interno; il bellissimo Lago Lamarmora, di 130 metri di larghezza con una profondità che varia da uno a dieci metri. Se si costeggia il lago si segue uno stretto sentiero che porta alla Stanza delle Rovine , all’interno della quale sono state ritrovate tracce di vita umana risalenti al neolitico: graffiti, manufatti metallici e in ceramica.

Ancona invece vanta le sue meravigliose Grotte di Frassasi, per quanto riguarda quest’ultime non si riesce bene a stabilire la data della loro fromazione ma si può senz’altro affermare che l’origine delle prime possa risalire a un milione e quattrocentamila anni fa. Si tratta di un enorme labirinto di ambienti sotterranei che si susseguono incessantemente per oltre tredici interminabili chilometri. Oggi dal1972 è il Consorzio Frasassi, che si occupa della gestione delle grotte. Fu allora che fu costruita una galleria artificiale di oltre duecento metri, che conduceva all’ingresso della Grotta Grande del Vento, per poi continuare all’interno con un comodo percorso di circa seicento metri.  E’ da quel giorno che i turisti continuano ad affluire numerosi per visitare questi luoghi in cui si possono ammirare tutto lo splendore e tutta l’imponenza della natura. Le stalattiti, le stalagmiti, i laghetti cristallizati, che rappresentano la componente più bella delle grotte, sono l’espressione del lento lavoro di stillicidio svolto dall’acqua piovana sulla roccia. L’acqua ha permesso la formazione di stalagmiti immense tra le quali il Gruppo dei giganti, il Castello e l’Obelisco. Con il tempo le  concrezioni, hanno finito per unirsi componendo colonne di forme e colori diversissimi.

Pastena invece, piccolo centro della provincia di Frosinone, situato in un luogo immerso nel verde e lontano dalle grandi vie di comunicazione, nel sottosuolo, svela ai visitatori le sue stupende grotte scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti. Le Grotte di Pastena sono uno dei maggiori complessi speleologici della penisola. La loro peculiarità è dovuta alla loro formazione: si tratta di un vero e proprio fenomeno di erosione paragonabile a quello del Carso friulano che ha plasmato queste grotte.. Da questo fenomeno si sono formati laghi, stalattiti e stalagmiti.Un eventuale itinerario turistico in questo piccolo paradiso è articolabile in due percorsi: un ramo attivo inferiore, dove è possibile ammirare il fiume sotterraneo e il Lago Blu, e un ramo fossile superiore, lungo quasi un chilometro, ricco di stalattiti e stalagmiti. L’itinerario è molto piacevole in qunto è formato da  sentieri percorribili e da un’illuminazione adeguata, che mette in risalto tutta la bellezza e la policromia di queste rocce. Nel momento in cui arriva alla grotte è quasi impossibile che il visitatore non rimanga affascinato da una cortina di stalattiti policrome, che fanno da preludio alla meravigliosa visione del Lago Blu, zona fra le più suggestive della grotta; degno di nota in particolare è la Sala del Salice Piangente, questo perchè la sua forma ricorda quella di un salice, dove l’unione di una stalattite con una stalagmite ha creato una sorta di tronco.

Scendendo verso sud, la penisola nasconde un altro meraviglioso fenomeno carsico, precisamente in provincia di Bari: le Grotte di Castellana. La Puglia è la regione del Mezzogiorno che per eccellenza è caratterizzata dai fenomeni carsici. Tre aree ben delimitate, l’Altopiano delle Murge, il massiccio montuoso del Gargano e le Serre Salentine, presentano caratteristiche particolari: superfici spianate di estesi tavolati o ampi avvallamenti del suolo.E’ l’enorme caverna detta Gave il primo ambiente in cui ci si imbatte durante la visita alle Grotte di Castellana; ci si trova di fronte ad un panorama di enorme bellezza, la sua suggestione lascia ammutoliti tant’è che l’inspiegabilità del fenomeno carsico per la popolazione contadina che abita nei dintorni hanno portato, con il tempo, alla creazione di miti e leggende legate alla storia della grotta. Si narrano, infatti, racconti di contadini avari e prepotenti con la famiglia precipitati per punizione divina all’interno della voragine mentre camminavano in prossimità di questa.Queste Grotte sono costituite da un lungo corridoio da cui partono altre cavità molto spaziose, ricoperte da concrezioni cristalline e massi stalagmitici, che si ergono ovunque come immobili ciclopi. Si possono ammirare stalattiti dalle forme singolari, e dai nomi fantasiosi; in una di loro, non molto grande, si distingue una sagoma particolare; è chiamata, infatti, la Madonnina delle Grotte. Molto suggestiva è anche la Grotta Bianca, alla quale si accede dall’ingresso ricavato nello spesso diaframma di alabastro che la separava dalla Caverna della Cupola; è un ambiente particolare perché, dopo aver percorso  il “regno buio”, a un tratto la roccia “si illumina”: si tratta di una delle grotte più splendide di tutto il mondo. Scoprire l’Italia è fondamentale, scoprirla  “tutta”  con tutti i suoi segreti è imperativo!

Eren Gunes

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