Una sagoma sospesa, come un’astronave atterrata tra palme e stadi. A South LA, in mezzo al brusio di Exposition Park, sta per aprire un luogo che promette di cucire insieme fumetti, cinema e pittura come fossero capitoli della stessa storia. E sì, l’attesa ha finalmente un orizzonte.
A pochi passi dal Coliseum e dal California Science Center, il nuovo Lucas Museum of Narrative Art si fa notare da lontano. Le curve morbide riflettono il sole di Los Angeles, il basamento verde invita a salire. Se ti fermi al tramonto, la pelle dell’edificio sembra respirare. Non è solo un effetto scenico: è un manifesto. Qui l’arte vuole raccontare, non intimorire.
Progettato da Ma Yansong (MAD Architects), l’edificio occupa circa 28.000 m² e si appoggia a oltre 4 ettari di nuovo verde pubblico. Un gesto urbano netto, nel cuore di Exposition Park, pensato per far convivere passeggiata e visita. Il progetto è finanziato privatamente da George Lucas e Mellody Hobson e nasce con un’idea semplice: portare l’arte narrativa fuori dai recinti, dove la pittura dialoga con il fumetto e un modellino di astronave può stare accanto a un classico dell’illustrazione senza sentirsi fuori posto.
Dentro troverai gallerie, una biblioteca, spazi educativi, sale cinematografiche. L’obiettivo è pratico: vedere, capire, fare. Laboratori per scuole e famiglie, programmi pubblici, incontri con artisti. La struttura si innesta su un quartiere già abituato alla curiosità, servito dalla Metro E Line (fermata Expo Park/USC) e da percorsi pedonali. Se arrivi in auto, sappi che i parcheggi della zona si riempiono in fretta durante gli eventi sportivi.
La collezione guarda alla cultura pop con serietà, senza gerarchie rigide. Puoi passare da Norman Rockwell a N. C. Wyeth, dalle strisce a colori alle tavole originali dei graphic novel. Poi i materiali dietro le quinte: storyboards, concept art, costumi, oggetti di scena. C’è anche la galassia lontana di Star Wars, certo, ma come tassello di un mosaico più ampio, dove il cinema è un linguaggio tra gli altri. La premessa è chiara: le immagini che consumiamo ogni giorno meritano lentezza, contesto, confronto.
E la domanda che tutti fanno arriva a metà visita, di solito in ascensore: quando si apre? Il museo ha annunciato l’apertura nell’autunno 2026. Al momento non è stato reso pubblico il giorno esatto: la data di apertura definitiva verrà comunicata quando saranno concluse le ultime verifiche tecniche e i collaudi. Per aggiornamenti ufficiali, il riferimento più affidabile resta il sito del museo: lucasmuseum.org. Anche i dettagli su biglietti e orari, inclusi eventuali sconti o ingressi gratuiti, saranno precisati lì. Meglio iscriversi alla newsletter e prepararsi per tempo: nei primi mesi l’affluenza sarà alta.
Cosa aspettarsi il primo giorno? Code, certo. Ma anche quel brusio tipico delle inaugurazioni riuscite, con persone diverse che guardano la stessa opera e ne traggono storie opposte. È la promessa più ambiziosa di un museo dedicato ai racconti: farci uscire con un racconto nostro. In fondo, davanti a un manifesto illustrato o a un costume di scena, non cerchiamo solo nostalgia. Cerchiamo un varco. La prossima volta che passerai sotto quelle curve, chiediti non cosa vedrai, ma quale storia porterai con te fuori, tra il rumore della città e il vento secco del Pacifico.