Viaggiare all’estero per turismo: possibile anche se si parte da zona rossa

Chi vive in zona rossa può comunque muoversi per andare all’estero. Le regole per chi va fuori dall’Italia

aeroporto coronavirus
Andare all’estero? Sì, può, anche dalla zona rossa

E’ possibile andare in vacanza all’estero? Sì, si può andare. Nonostante i lockdown, i coprifuoco e tutte le limitazioni i cittadini europei possono muoversi per turismo. E possono partire anche gli italiani che risiedono in zona rossa. Certo, è ovvio non sarà la solita vacanza, ma chi vuole cambiare aria a tutti i costi – sopportando quarantena e tamponi – è possibile farlo. Ci sono però un po’ di regole e limiti a cui attenersi.

Il settore del turismo si sa è uno dei più penalizzati dall’inizio della pandemia. Le speranze sono rivolta alla prossima estate: ci si augura che il miglioramento della situazione epidemiologica insieme allo strumento del passaporto sanitario possa far ripartire i viaggi.

Intanto però chi vuole muoversi al di là delle strette urgenze può farlo. Chi si trova in zona rossa può, biglietto alla mano, recarsi in aeroporto o stazione. O anche muoversi in auto salvo mostrando in caso di controlli la prenotazione alberghiera.

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Andare all’estero: le regole per tutti e per chi vive in zona rossa

I confini fra i Paesi dell’area Schengen e altri Paesi Europei sono aperti e i cittadini europei possono dunque muoversi liberamente. E questa libertà di spostamento vale per tutti, perfino per chi vive in zona rossa e che stando al DPCM non potrebbe allontanarsi dalla propria abitazione.

Astoi Confindustria Viaggi ha voluto far luce su quest’aspetto all’apparenza contradditorio e ha ottenuto risposta direttamente dal Ministero dell’Interno che ha così dissipato ogni dubbio. I viaggi sono consentiti verso determinati Paesi – ossia l’elenco C del DPCM che trovate di seguito – anche per i cittadini che risiedono in zona rossa purché provvisti di biglietto.

Insomma si può uscire di casa, anche se si risiede in zona rossa, e andare in aeroporto o in stazione verso destinazioni estere. Ovviamente bisogna rispettare le limitazioni imposte dal singolo Stato che vanno dal tampone negativo all’isolamento fiduciario una volta arrivati.

Infatti se pur i viaggi sono consentiti, sono sconsigliati. Al di là di motivazioni di sicurezza sanitaria, visitare un Paese in questo momento vuol dire il più delle volte: non potere entrare in un museo (nella maggior parte dei Paesi Europei sono chiusi); rispettare il coprifuoco (presente in moltissimi Stati); non poter uscire (in alcune Nazioni c’è il lockdown); non poter andare al ristorante (moltissimi quelli chiusi per ordinanza).

Ci sono Paesi in cui la situazione epidemiologica è più sotto controllo e le restrizioni sono minori, come ad esempio la Croazia, altri dove invece la maggior parte delle attività è chiusa, come la Germania.

Consultate il sito Viaggiare Sicuri per conoscere il dettaglio delle regole di entrata di ogni singolo Paese.

Ma se la voglia di scappare supera tutto ecco dove si può andare: AustriaBelgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia) , Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania , Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.