In Calabria 800 euro al mese per vivere in un borgo: come fare per partecipare

C’è un bando per ripopolare i borghi svuotati della Calabria, chi può partecipare, quando ci si può iscrivere e quanto si viene pagati. E’ il reddito di residenza

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Il borgo di Bova in Calabria: reddito di residenza per chi si trasferisce

Se vieni a vivere in un borgo incastonato fra i monti della Calabria ti paghiamo! Mica male, vero? Ed è tutto vero. E’ un progetto nato per ripopolare paesi che rischiano di scomparire per sempre. Chi andrà a viverci riceverà circa 800 euro al mese per tre anni, il cosiddetto reddito di residenza.

Sono 9 i borghi svuotati della Calabria che hanno accettato di far parte del cosiddetto “Bando ripopolamento Calabria”. Il bando, che uscirà tra fine agosto e inizio settembre, ha lo scopo di spingere i giovani ad andare in queste terre e ad aprire qui attività turistiche e commerciali.

Bando ripopolamento Calabria: cos’è e in cosa consiste

Dopo il successo delle case nei borghi in vendita a 1 euro, la notizia di questo nuovo bando ha fatto tanto scalpore da essere raccolta e diffusa persino dalla CNN. In seguito a questo, in tanti hanno chiesto maggiori informazioni sul bando.

Il bando dovrebbe uscire prima della fine di agosto o al massimo entro la metà di settembre. Prima di essere pubblicato dovrà essere approvato dal ministero dello Sviluppo Economico, che ha già versato alla Calabria fondi per 700mila euro e che la Regione è dunque obbligata a spendere.

Per quanto ancora non sia uscito ufficialmente già circolano notizie sui requisiti e su cosa offre. Ecco cosa c’è di certo al momento.

Cosa offre il bando: 800 euro al mese per chi apre un’attività

Per chi decide di trasferirsi per almeno 5 anni e aprire un’attività commerciale in uno dei borghi della Calabria aderenti al bando sono previsti circa 28mila euro in tre anni (tra i 700 e i 1000 ogni mese).

Si tratta di borghi con meno di 2000 residenti che negli ultimi anni hanno perso progressivamente abitanti.

L’attività da aprire può essere un bar, un negozio, un’agenzia di servizi o un b&b in queste aree attualmente quasi disabitate.

A chi è rivolto il bando per i borghi della Calabria: requisiti

Il bando si rivolge a cittadini italiani o della Comunità Europea, ma dal momento che sono già arrivate alcune richieste persino dall’America Latina non è escluso che in futuro siano previste delle aperture anche per i giovani che vengono da altri continenti.

L’altro requisito necessario è quello di non avere più di 40 anni. A chi risulta vincitore del bando, è richiesto di trasferirsi nel borgo in questione entro 90 giorni dall’uscita della graduatoria, e di spostare nel più breve tempo possibile la propria residenza lavorativa in Calabria per un periodo minimo di 5 anni. Se qualcuno dovesse decidere di trasferirsi altrove prima della scadenza quinquennale, dovrà restituire i soldi ricevuti.

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Albidona uno dei borghi aderenti al bando anti spopolamento

Quali sono i borghi coinvolti

I 9 borghi che hanno preso parte al bando sono Aieta, Albidona, Civita, San Donato di Ninea (in provincia di Cosenza), Bova, Samo (con la frazione Precacore) e Sant’Agata del Bianco (in provincia di Reggio Calabria), Caccuri e Santa Severina (nel Crotonese).

Il progetto è quello di estendere, in futuro, il bando anche a comuni di dimensioni maggiori, fino a 5mila abitanti

Perché trasferirsi nei borghi della Calabria

Scegliere di trasferirsi in un borgo della Calabria quasi disabitato, magari lasciando alle spalle la propria vita in una città grande e affollata, è senz’altro una scelta coraggiosa. Il vincolo dei 5 anni, inoltre, potrebbe a primo impatto scoraggiare chi è attirato da un’esperienza di questo tipo.

Tuttavia, è importante ricordare che questi posti, per quanto disabitati, sono dei veri e propri gioielli. Luoghi che se riqualificati e riattivati dal punto di vista del turismo potrebbero davvero attirare una grande massa di persone, soprattutto durante i mesi estivi.

I borghi in Calabria, tra i più belli in Italia

Alcuni dei borghi svuotati facenti parte del bando per ripopolare la Calabria sono classificati tra i borghi più belli d’Italia, e sono spesso gli ultimi custodi di storie e tradizioni che sarebbe davvero un peccato perdere per sempre.

Si narra che Bova fu fondata da una regina greca, ed è per questo che viene considerata capitale culturale della Calabria Greca. Caccuri, arroccato sulla cima di una collina, è un luogo senza tempo, da vivere con la calma che si addice a questo posto, senza pressione né stress. Civita è famosa sia per le sue bellezze naturali che per essere stata una delle più antiche comunità albanesi in Italia.

Di San Severina si narra che sia stata fondata dagli Enotri, prima ancora dell’occupazione dei Greci, mentre Albidona riserva dei resti storici ad ogni passo. Sant’Agata del Bianco ha dato i natali a scrittori e pittori, Aieta è situata in una posizione panoramica, e San Donato di Ninea è un grazioso comune montano. Infine, ogni 29 agosto Samo festeggia San Giovanni Battista della Rocca, patrono del paese.

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La costa calabrese: il mare è uno dei più belli d’Italia

Bellezze della Calabria

Oltre alle caratteristiche di ogni singolo borgo, non bisogna dimenticare che la Calabria è caratterizzata da paesaggi mozzafiato, che vanno dal mare, alla collina fino alla montagna.

Le coste calabresi sono un susseguirsi di scenari meravigliosi di spiagge che si alternano a falesie a picco sul mare. L’entroterra con il Massiccio della Sila offre un paesaggio boschivo e montano tipico delle Alpi.

E poi le testimonianze della Storia fra resti archeologici e medioevali in questa terra crocevia di popoli, aspra e selvaggia e di estrema bellezza.

La tradizione culinaria

Alla bellezza che rapisce gli sguardi la Calabria ha profumi che inebriano. La regione vanta una tradizione culinaria per cui è famosa in tutto il mondo.

Oltre all’arcinota ‘Nduja, simbolo culinario ormai della regione nel resto d’Italia e non solo, piatti della tradizione calabra sono anche i peperoncini ripieni, le frittole (a base delle parti di scarto del maiale), i mulingiani chini (melanzane ripiene), ma anche dolci come le Nepitelle o la Pitta ‘mpigliata o ‘nchiusa.

Trasferirsi in Calabria per riscoprire la Slow life

Infine, trasferirsi in un borgo quasi disabitato in Calabria significa riscoprire la cosiddetta slow life, la vita lenta. Vuol dire uscire dalla frenesia di impegni che tempestano le agende di tutti facendo dello stress, spesso e volentieri, qualcosa a cui si fa l’abitudine, invece di combatterlo.

Significa tornare ad assaporare le piccole cose, a osservare lo scorrere del tempo senza tentare di fermarlo in mille modi diversi, avere il tempo di respirare profondamente e di coltivare le proprie passioni, scegliendo con cura con chi condividerle.

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Ritmi lenti nei borghi della Calabria

Se in voi risuona forte la necessità di dedicarvi a questo stile di vita, e se siete persone disposte al cambiamento, forse il bando per trasferirvi in Calabria in uno dei borghi svuotati potrebbe fare al caso vostro. Non abbiate timore di lanciarvi, di tentare, di ascoltare il vostro intuito e inseguire il vostro sogno.