Come ci si saluta nel mondo: i modi più strani e divertenti

Salutarsi nel mondo, il codice comportamentale da seguire quando si va all’estero

Ogni Paese ha la sua cultura. Gli italiani quando si salutano in genere si stringono la mano oppure si scambiano due baci sulle guance. Ogni Paese segue un proprio codice comportamentale e quando si va all’estero è molto importante conoscerlo e seguirlo scrupolosamente per evitare figuracce. Tutto potrebbe essere frainteso: gesti, abbigliamento, baci, segni e così via. Salutarsi nel mondo: ecco cosa è preferibile fare e cosa sarebbe meglio evitare.

Salutarsi nel mondo: gesti, baci e abbracci

Dal nord, al sud. Da est a ovest. La cultura definisce anche il modo in cui gli esseri umani si salutano. Alcuni si inchinano, altri si baciano (una o più volte) sulle guance, altri ancora organizzano competizioni e gare sul momento.

Conoscere come ci si saluta nel resto del mondo potrebbe essere divertente, ma anche utile se un giorno si andrà a visitare proprio il Paese di cui parliamo.

  • India
  • Thailandia
  • Mongolia
  • Tibet
  • Francia e Belgio
  • Botswana
  • Tuvalu
  • Malesia
  • Kenya
  • Filippine
  • Giappone
  • Nuova Zelanda

India: “Namasté”

Il saluto indiano (pixabay) salutarsi nel mondo
Il saluto indiano (pixabay)

In India, Nepal e in diverse zone dell’Asia le persone si salutano pronunciando la parola “Namastè“, al contempo congiungono i propri palmi delle mani all’altezza del petto e chinano leggermente il capo. Il termine Namasté proviene dal sanscrito ed è una parola composta: nama>inchinarsi, as>io, te>a te.

Interessante sapere che in India il termine Namasté è utilizzato per salutarsi quando ci si incontra, per congedarsi, ma anche per ringraziare.

Thailandia: “Wai”

Il tradizionale saluto thailandese è il Wai. Come il Namasté indiano, il Wai è un saluto che si fa congiungendo le proprie mani all’altezza della fronte, del mento o del petto ed inchinandosi in segno di rispetto. Maggiore è la differenza sociale o di età fra le persone e più profondo dovrà essere l’inchino, mentre più alta sarà la posizione delle mani.

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Mongolia, doni in segno di rispetto

In Mongolia, in particolare in alcune parti del Paese, è ancora frequente un antichissimo rito di benvenuto. I mongoli regalano al nuovo arrivato una meravigliosa sciarpa di seta Khata o Hada, in genere di colore giallo o bianco, in segno di rispetto e purezza.

Tibet

Il Tibet ha una tradizione molto particolare. I tibetani quando si incontrano si fanno una linguaccia per dimostrare di non essere la reincarnazione di Lang Darma uno spietato e malvagio sovrano del nono secolo che era noto per avere la lingua nera. I tibetani lo fanno per rasserenare l’interlocutore, un modo di salutare come a dire “hey, ti puoi fidare di me”.

Francia e Belgio

I saluti fra i nostri cugini francesi avvengono generalmente con tre baci, o talvolta due, dipende dalle regioni. In Belgio, come in Francia, ci si saluta porgendo la guancia e baciandosi una sola volta. I belgi lo fanno per salutare qualcuno che conoscono oppure qualcuno che stanno conoscendo in quel momento.

Botswana

Il saluto in Botswana consta di una serie di passaggi che si susseguono molto rapidamente. Le persone che si salutano allungano il braccio destro mentre con la mano sinistra toccano il braccio destro dell’interlocutore. Le mani si intrecciano con quelle dell’interlocutore partendo dal pollice e arrivando al palmo, tornando infine alla posizione iniziale.

Tuvalu

In Polinesia la gente del posto si saluta avvicinandosi con la testa, premendo le guance contro quelle dell’altro e inspirando molto profondamente, quasi per annusarlo.

Malesia

Quando ci si incontra in Malesia si tocca con il palmo le dita dell’interlocutore, quasi come una stratta di mano, subito dopo si portano entrambe le mani al cuore.

Kenya, una danza speciale

I Masai, in Kenya, riservano un trattamento speciale ai nuovi arrivati. Essi dedicano al nuovo arrivato un rituale di benvenuto chiamato Adamu, una specie di sfida/danza a chi salta più in alto.

Filippine

Nelle Filippine è in uso una tradizione chiamata Pagmamano o Mano Po. E’ un’alternativa del baciamano ed è un saluto che le persone più giovani riservano alle persone più anziane. Dopo aver ricevuto il permesso il più giovane avvicina il proprio capo alla mano dell’anziano per accettare la sua benedizione.

Giappone, inchinarsi per salutare

Il saluto giapponese è ormai famoso in tutto il mondo. Il rei, l’inchino giapponese, è un saluto, un obbligo sociale e talvolta un “grazie”. Ogni inchino, in Giappone, ha un significato. In base all’inclinazione dell’inchino si trasmette la volontà di chi saluta. L’eshaku è un inchino di 15 gradi che è usato frequentemente con gli amici o per congratularsi con qualcuno. Il keirei, un inchino di 30 gradi, è un saluto che si rivolge al capo o a chiunque si trovi in una posizione superiore della scala sociale. Infine il saikeirei è un inchino molto formale che si rivolge all’imperatore o per chiedere perdono a qualcuno.

Nuova Zelanda

Il saluto Maori prevede che le persone che si incontrano premano allo stesso tempo la fronte e il naso contro quelli dell’altra persona per condividere il respiro vitale, o meglio l’anima.