Cosa si festeggia il 25 aprile, perché è la festa di Liberazione

Che cosa si festeggia il 25 aprile, cos’è la festa di Liberazione. Chi liberò l’Italia. Tutto quello che c’è da sapere su questo giorno e perché è così importante

Festa della Liberazione 25 aprile
Festa della Liberazione 25 aprile: significato e cosa si festeggia

Il 25 aprile del 1945 l’Italia tornava alla luce, usciva dall’incubo che l’aveva ridotta a brandelli. La forza degli italiani, in quei giorni di aprile, riuscì a debellare il dominio nazi-fascista, a liberare le città dagli oppressori. L’Italia, dopo più di 20 anni di dittatura fascista e 5 di guerra, era di nuovo libera. Quel giorno era la Liberazione d’Italia.

Dal 1946 si festeggia la Festa della Liberazione. Un giorno fondante della nostra Storia, una festa che va celebrata ogni giorno dell’anno, in cui omaggiare gli uomini e le donne della Resistenza che combatterono per la libertà.

Ogni 25 aprile tutta l’Italia ricorda dunque il sacrificio di quanti si ribellarono all’orrore per restituirci il nostro Paese e la vita. Una ricorrenza da spiegare alle generazioni future e a tutti affinché tutti sappiano cosa si festeggia il 25 aprile, che cosa successe.

Perché si festeggia il 25 aprile?

Chi ha ancora la fortuna di ascoltare chi quel 25 aprile c’era è bene che ascolti quella testimonianza ed è bene che quella voce venga amplificata per raggiungere chiunque. Molti si chiedono infatti perché si festeggia il 25 aprile, perché proprio quella data segna la Liberazione d’Italia, cosa è successo il 25 aprile 1945.

Quel giorno il CNLAI, il comitato Nazionale di Liberazione Alta Italia, annuncia ufficialmente l’insurrezione degli italiani contro i nazisti che ancora occupavano l’Italia. Con l’avanzata delle truppe statunitensi da Sud i tedeschi avevano ripiegato verso Nord lasciando una scia di sangue e morte dietro di loro.

Così quel giorno di fine aprile del 1945 i partigiani attaccarono a Milano soprattutto, e nelle altre città del Nord, le forze tedesche e i fascisti di Salò obbligandoli alla resa ancora prima dell’arrivo degli Alleati.

Nel giro di appena una settimana, dal 21 al 28 aprile Bologna, Milano, Venezia, Torino, Genova vennero liberate. Mussolini venne catturato dalle forze partigiane mentre tentava di scappare, fucilato e poi appeso a testa in giù a piazzale Loreto assieme alla sua compagna Claretta Petacci.

Dunque la data del 25 aprile visti i fatti insurrezionali di Milano è stata scelta per festeggiare la liberazione. Quei giorni segnarono la fine dell’occupazione nazista e del fascismo.

Come festeggiare il 25 aprile

Il 25 aprile si celebra sin dall’anno successivo alla Liberazione d’Italia, ovvero dal 1946 e dal 1949 è diventa istituzionalmente una Festa.

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Il monumento al milite ignoto in Piazza Venezia a Roma

Fra le celebrazioni previste c’è l’omaggio del Presidente della Repubblica, accompagnato dalle più alte cariche dello Stato, al sacello del Milite Ignoto in piazza Venezia a Roma. Il presidente depone una corona di allora in ricordo dei caduti di tutte le guerre, di quegli uomini che hanno sacrificato la loro vita per la nostra Patria.

Vengono poi organizzate nelle diverse città, specialmente quelle insignite della Medaglia d’oro al Valor Militare e che hanno avuto un ruolo chiave nella lotta di Liberazione – ovvero quelle città in cui ci sono state insurrezioni popolari come Milano, Torino, Roma e Napoli – delle manifestazioni, cortei o presidi. L’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani, organizza presidi e manifestazioni a cui partecipano semplici cittadini e cariche istituzionali.

E’ un giorno da festeggiare scendendo in piazza, andando per le strade con i colori della nostra bandiera. Un po’ come avvenne in quell’aprile del’45 in cui gli italiani si ripresero il loro Paese sventolando il tricolore.

Perché festeggiare il 25 aprile Festa della Liberazione

Ogni anno ci sono polemiche sul 25 aprile con alcuni esponenti politici che ridimensionano la portata storica di questa data. Invece il 25 aprile è la festa degli italiani, la festa dell’Italia.

Si celebrano quegli uomini e  quelle donne della Resistenza – e vale la pena ricordare che i gruppi dei partigiani erano di diverso orientamento politico dai comunisti ai cattolici ai non politicizzati –  che hanno combattuto, hanno rischiato e purtroppo in tanti perso la loro vita per liberare il nostro Paese dai nazisti e dai fascisti.

Il 25 aprile si rende omaggio dunque ad ogni singolo italiano che ha reagito ai soprusi, che non ha piegato la schiena, ad ogni italiano e italiana che ha resistito, con pazienza, fede, forza. Che ha fatto la fame e ha diviso un tozzo di pane.

A tutti quelli che ci hanno rimesso la loro vita per riportare la pace e la libertà in Italia. E hanno permesso a noi tutti oggi di disquisire anche su questa festa. Questa è la libertà, che però ricordiamocelo è sempre una responsabilità e un bene da proteggere.

 

 

 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.