Pensioni: quota 102, agevolazioni a donne, caregivers e precoci

Tra le ipotesi al vaglio per la riforma delle pensioni c’è quota 102 a cui si aggiungerebbero delle agevolazioni per alcune categorie.

Tutti i lavoratori che si apprestano a concludere il proprio periodo lavorativo sanno che a gennaio 2022 scade la sperimentazione di quota 100. Sia il precedente governo Conte che quello Draghi hanno fatto capire che la misura non verrà prorogata ulteriormente e questo espone i lavoratori a fine carriera a dover ritardare l’ingresso all’età pensionistica di almeno 5 anni. Rientrando la riforma Fornero nel suo pieno regime, infatti, la pensione si può richiedere solo una volta raggiunti i 67 anni (a meno che non si faccia parte di determinate categorie).

Attualmente il governo non sta nemmeno lavorando su una riforma pensionistica ed ha fatto capire che con la pandemia in corso e la necessità di formalizzare il Recovery Found entro fine mese, la discussione è rimandata a data da destinarsi. I mesi passano e i sindacati cominciano a pressare il governo per un intervento entro e non oltre la fine dell’anno in corso. La discussione verosimilmente si riaprirà a settembre-ottobre, periodo in cui solitamente si comincia a discutere della Legge di Bilancio per l’anno successivo.

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Pensioni: quota 102 e agevolazioni

L’unica proposta al momento in piedi è quella di sostituire quota 100 con quota 102. La misura non piace all’Unione Europea e non convince nemmeno il PD, poiché come la precedente sperimentazione lascia scoperto il problema della sostenibilità di tale misura pensionistica. Nonostante i dubbi, vista la situazione di difficoltà in cui ci troviamo, quota 102 potrebbe essere una misura tampone, sostituita l’anno successivo con una riforma pensionistica vera e propria.

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Il suo funzionamento sarebbe identico a quello di quota 100, solo che invece di andare in pensione a 62 anni e 38 di contributi, ci si andrebbe a 64 e 38 di contributi. Tra le ipotesi emerse sinora, il governo potrebbe intervenire sulla misura inserendo delle agevolazioni che non penalizzino donne, caregivers e lavoratori precoci. Per quanto riguarda le donne potrebbe essere inserita una riduzione del periodo contributivo di 8 mesi per ogni figlio sino ai 24 mesi. Per le donne che hanno avuto tre figli, dunque, ci sarebbero 2 anni in meno di contributi da maturare.

Per quanto riguarda invece chi si prende cura di familiari con handicap, sarebbe inserito uno sconto di 1 anno dopo 5 anni di assistenza. Infine per i lavoratori precoci, chi ha maturato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni, potrebbe essere raddoppiato i contributi dai 17 ai 19 anni potrebbero essere ritenuti doppi.