Vaccino Johnson & Johnson, chiesta sospensione per effetto collaterale

Il vaccino Johnson & Johnson finisce sotto accusa per il sorgere di una reazione imprevista. Gli Stati Uniti chiedono una pausa cautelativa.

Vaccino Johnson & Johnson
Vaccino Johnson & Johnson FOTO Getty Images

Vaccino Johnson & Johnson, sorgono i primi problemi. Le agenzie sanitarie federali statunitensi nella giornata di martedì 13 aprile 2021 hanno chiesto una pausa immediata nell’uso di questo ritrovato monodose dopo che sei destinatari hanno sviluppato una malattia rara che comporta il sorgere di coaguli di sangue. Tutti vaccinati due settimane fa.

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Tutti e sei i riceventi erano donne di età compresa tra i 18 ei 48 anni. Una di loro è morta ed una seconda è ricoverata in Nebraska in condizioni critiche. Quasi sette milioni di persone negli Stati Uniti hanno ricevuto finora iniezioni del vaccino Johnson & Johnson e circa nove milioni di dosi sono in procinto di essere utilizzate in USA, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention.

“Stiamo raccomandando una pausa nell’uso del vaccino Johnson & Johnson a cscopo cautelativo”, afferma il dottor Peter Marks, direttore del Centro per la valutazione e la ricerca biologica della Food and Drug Administration. A lui si unisce la dottoressa Anne Schuchat, vicedirettrice principale del CDC, la quale ribadisce come questi casi controversi sembrino essere comunque “estremamente rari”.

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Vaccino Johnson & Johnson, sorgono effetti indesiderati: chiesto lo stop

Scienziati con la F.D.A. e C.D.C. esamineranno congiuntamente i possibili collegamenti tra il vaccino ed il disturbo riscontrato. E determineranno se dovrà essere predisposto un limite all’impiego di questo ritrovato. La scelta dovrebbe arrivare dopo una riunione per mercoledì 14 aprile 2021.

Un eventuale stop significherebbe un rallentamento importante per quello che è il Piano vaccini della nazione. E c’è preoccupazione anche in Europa e lì dove il vaccini J&J è stato distribuito. Il problema è lo stesso sorto con il vaccino AstraZeneca di recente.

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La stragrande maggioranza della fornitura di vaccini degli Stati Uniti proviene da altri due produttori, Pfizer-BioNTech e Moderna, che insieme danno oltre 23 milioni di dosi alla settimana dei loro rimedi. I quali richiedono due somministrazioni a persona.

Non ci sono state preoccupazioni significative sulla sicurezza per nessuno di questi vaccini, nonostante qualche caso letale registrato a gennaio 2021. Lo stop eventuale del J&J non ci vuole proprio. Esso richiede una sola dose ed è anche più facile da spedire e da conservare rispetto agli altri.

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Il comunicato di Johnson & Johnson

Di solito, un farmaco anticoagulante chiamato eparina viene utilizzato per trattare i coaguli di sangue. In questo contesto, la somministrazione di eparina può essere pericolosa e devono essere somministrati trattamenti alternativi, in base a quanto si apprende.

In un comunicato stampa, Johnson & Johnson ha dichiarato: “Siamo consapevoli che con i vaccini Covid-19 sono stati segnalati eventi tromboembolici, inclusi quelli con trombocitopenia. Al momento, non è stata stabilita una chiara relazione causale tra questi rari eventi e il vaccino Janssen Covid-19. ” Janssen è il nome della divisione di Johnson & Johnson che ha sviluppato il vaccino.

Nei soli Stati Uniti, da 300.000 a 600.000 persone all’anno sviluppano coaguli di sangue, secondo dati medici. Ma il particolare disturbo della coagulazione del sangue che i destinatari del vaccino J&J hanno conosciuto – noto come trombosi del seno venoso cerebrale – è estremamente raro.

Tutte le donne hanno visto emergere tale condizione entro circa due settimane dalla vaccinazione e gli esperti temono che la causa sia stata una risposta del sistema immunitario innescata dal vaccino.

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Un eventuale stop rallenterebbe il Piano vaccini locale

La decisione è un nuovo colpo sia per Johnson & Johnson che per i piani dell’amministrazione Biden. Alla fine del mese scorso, l’azienda ha scoperto che i lavoratori di uno stabilimento di Baltimora gestito dal suo subappaltatore avevano accidentalmente contaminato un lotto di vaccino, costringendo l’azienda a buttare l’equivalente di 13-15 milioni di dosi.

La certificazione dello stabilimento di Baltimora da parte della F.D.A. è stato ora ritardato mentre gli ispettori indagano sui problemi di controllo della qualità, riducendo drasticamente la fornitura del vaccino Johnson & Johnson. L’improvviso calo delle dosi disponibili ha portato a diffuse lamentele da parte di governatori e funzionari sanitari statali. Tutti loro si aspettavano spedizioni molto più ingenti del vaccino di Johnson & Johnson rispetto a quelle ottenute negli ultimi giorni.

Gli stati hanno utilizzato il vaccino in una vasta gamma di contesti, inclusi i siti di vaccinazione di massa e nei campus universitari. L’approccio one-shot del vaccino si è dimostrato popolare e i funzionari lo hanno indirizzato a comunità transitorie, rurali e isolate dove è più complicato seguire una seconda dose.

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È una problematica analoga a quella sorta con AstraZeneca

È comune per le autorità di regolamentazione indagare sui “segnali di sicurezza” nei nuovi vaccini e in altri prodotti medici. Molto spesso, i segnali si dimostrano non preoccupanti. Ma le preoccupazioni per il vaccino di Johnson & Johnson rispecchiano le preoccupazioni di AstraZeneca, che i regolatori europei hanno iniziato a indagare il mese scorso dopo che alcuni destinatari hanno sviluppato coaguli di sangue.

Su 34 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino in Gran Bretagna, Unione Europea e altri tre paesi, 222 hanno sperimentato coaguli di sangue legati a un basso livello di piastrine. La maggior parte di questi casi si è verificata entro i primi 14 giorni successivi alla vaccinazione, principalmente nelle donne sotto i 60 anni di età.

Il 7 aprile, l’Agenzia europea per i medicinali, la principale agenzia di regolamentazione, ha concluso che il disturbo era un effetto collaterale molto raro del vaccino. I ricercatori in Germania e Norvegia hanno pubblicato studi il 9 aprile che suggeriscono che in casi molto rari, il vaccino AstraZeneca ha indotto le persone a produrre anticorpi che attivavano le proprie piastrine.

Sono in corso degli approfondimenti

Tuttavia, hanno sostenuto i regolatori, il vantaggio del vaccino – impedire alle persone di essere infettate dal coronavirus – ha ampiamente superato quel piccolo rischio. I paesi in Europa e altrove hanno continuato a somministrare il vaccino alle persone anziane. Che corrono un alto rischio di malattie gravi e morte per Covid-19, vietandolo invece ai più giovani.

Sia AstraZeneca che Johnson & Johnson utilizzano la stessa base di lavoro per il loro vaccino, un virus noto come adenovirus. Ma non c’è una ragione ovvia per cui i vaccini a base di adenovirus in particolare potrebbero causare rari coaguli di sangue associati a bassi livelli piastrinici e non è chiaro se i vaccini causino effettivamente questi coaguli. Sono in corsa delle analisi in merito.

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