Michelangelo Buonarroti, chi era: vita, opere, curiosità sul genio dell’arte

Scultore, pittore, architetto, poeta: Michelangelo Buonarroti è stato davvero un artista a tutto tondo. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui.  

Michelangelo Buonarroti è stato uno scultore, pittore, architetto e poeta entrato nella storia dell’arte (e non solo) e nell’immaginario collettivo come un genio tra i più grandi di tutti i tempi. Protagonista del Rinascimento italiano, già in vita fu riconosciuto dai suoi contemporanei come un artista di straordinario spessore, animato da una personalità tanto geniale quanto irrequieta.

Non a caso il nome di Michelangelo è legato ad alcune delle più maestose opere dell’arte occidentale, fra cui il David, il Mosè, la Pietà del Vaticano, la Cupola di San Pietro e il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina, tutti considerati traguardi eccezionali dell’ingegno creativo. Lo studio delle sue opere ha lasciato un segno profondo sulle generazioni artistiche successive dando forte impulso alla corrente del manierismo.

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Ritratto del grande Michelangelo Buonarroti

Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475 da una famiglia di nobili fiorentini ormai in declino. A dodici anni approdò alla bottega di Domenico Ghirlandaio, uno dei più importanti artisti fiorentini dell’epoca. Completò la sua formazione presso il giardino di San Marco, un’accademia di giovani artisti finanziata da Lorenzo il Magnifico. Le opere di Michelangelo colpirono così profondamente il signore di Firenze che decise di ospitare l’artista nel palazzo di via Larga, residenza della famiglia Medici.

Lorenzo il Magnifico, il cardinale Jacopo Galli, papa Alessandro VI, papa Giulio II: Michelangelo in vita poté godere del favore e del sostegno di molti influenti mecenati, eppure dimostrò una forte indipendenza creativa, realizzando spesso opere che non erano destinate ad alcun committente per essere vendute a chi ne fosse interessato, cosa assolutamente innovativa per quell’epoca.

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Michelangelo non aveva poi un buon carattere: un giorno fece infuriare a tal punto lo scultore Pietro Torrigiano che questi reagì colpendolo violentemente con un pugno, compromettendo così irrimediabilmente i tratti del volto dell’artista. In un’altra circostanza, di fronte a un cliente (Agnolo Doni) che cercava di pagare meno il dipinto da lui commissionato, Michelangelo perse la pazienza e si riprese indietro la sua opera obbligando l’avaro committente a pagare il doppio della somma pattuita per riaverla indietro (e il cliente, a malincuore, lo assecondò).

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L’arte scultorea di Michelangelo è indissolubilmente legata al candore del marmo di Carrara: osservando il blocco di marmo l’artista “vedeva” una figura imprigionata nello stesso che solo lui era capace di liberare e rendere manifesta al mondo, sottraendo con lo scalpello la materia in eccesso. Nacquero così capolavori come la splendida Pietà Vaticana, la sua prima opera in marmo, realizzata a soli 23 anni. Lo stesso vale per quella che viene considerata la scultura più famosa al mondo: il David (realizzato tra il 1501 e il 1504).

Non è un mistero, inoltre che tra Leonardo e Michelangelo ci fosse una (rispettosa) rivalità. Nel 1504 fu commissionato all’artista un affresco su una parete della Sala Grande del Consiglio di Palazzo Vecchio che doveva celebrare la vittoria ottenuta dai fiorentini nella battaglia di Cascina. Nella stessa sala, la parete a lato di quella di Michelangelo venne affidata a Leonardo che la usò per dipingere la famosa Battaglia di Anghiari. Tale incarico fu visto dai contemporanei come una vera e propria sfida tra i due artisti.

Michelangelo è anche l’autore dei celebri affreschi della Cappella Sistina a Città del Vaticano (eseguiti tra il 1508 e il 1512), capolavoro di proporzioni colossali che da solo riesce a fornire “un’idea completa di ciò che un uomo è capace di raggiungere”, per dirla con il poeta tedesco Goethe. Michelangelo è stato poi un importante architetto: ormai settantenne, nel 1546, assunse l’incarico di dirigere i lavori per la monumentale Basilica di San Pietro in Vaticano. Quasi vent’anni dopo, nel 1564, si spense nella Città Eterna.