Radio Deejay, il conduttore confessa la malattia: nessuno lo sapeva

In un libro molto intimo, il conduttore di Radio Deejay parla della malattia che lo accompagna da anni e di cui in pochi erano a conoscenza.

In questi ultimi anni, Gianluca Gazzoli, speaker di Radio Deejay, ma anche Youtuber e Instagrammer molto seguito dal pubblico, specie quello più giovane, si è preso un posto di risalto nella storica emittente fondata da Linus. Il pubblico lo segue per via delle sue opinioni sulla musica, sul basket e su altro, ma quasi nessuno è a conoscenza dei dettagli della sua vita privata. Inoltre nessuno, al di fuori dell’ambiente familiare e di quello lavorativo, era a conoscenza del fatto che Gianluca convive con le aritmie cardiache da quando è adolescente.

A renderlo noto è stato lo stesso conduttore di Radio Deejay in un libro autobiografico intitolato ‘Scosse’. Sul rapporto che gli altri hanno con la sua malattia, Gianluca ha confessato al Corriere: “Mi dicono, da qualche giorno: ‘Sei bionico!”, “sei come Iron Man!’. Un tempo mi avrebbe dato fastidio, ora quasi mi diverte. Ho capito che se vado a 300 all’ora e vivo al massimo le mie passioni forse dipende anche da questa cosa che ho nel petto, e che ho tenuto nascosta per 17 anni”.

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Il conduttore di Radio Deejay parla della malattia che lo affligge

Non prova fastidio poiché prima di rendere pubblica la sua condizione di salute, Gianluca ha lavorato tanto con sé stesso per accettarla, per non sentirsi un tutt’uno con la sua condizione. Solo dopo esserci riuscito ha scritto e pubblicato il libro: “Da ragazzino avevo paura che gli amici del basket potessero dirmi ‘Dai Gianluca, ora riposati’. Poi, quando ho preso una strada artistica, pubblica, temevo anche le critiche, ‘ecco, questo qui cerca compassione’. Sullo sfondo, c’era pure una forma di rifiuto per la malattia”.

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Da ragazzino non accettava la sua condizione e sfidava sempre sé stesso, arrivando a stare male e perdendo sempre la sfida. Oggi, a 32 anni, ha capito come convivere con il suo problema e accettarlo. A conclusione dell’intervista spiega di avere la speranza che la sua storia aiuti qualcuno: “Se dopo aver letto il mio libro anche una sola persona capirà che ci si può convivere e farà una cosa bella in più, sarò contento. Meglio ancora se si risparmierà le stupidaggini che facevo io, tipo nascondere la malattia ai medici per continuare a fare sport”.