Miguel Bosè: contraddizioni e dolori tra droga e Covid-19

Miguel Bosè torna a mostrarsi in televisione parlando di come ha vissuto quest’anno di pandemia, tra l’abuso di droga e il lutto per la madre

Miguel Bosè

Il cantante, attore, compositore ed ex ballerino spagnolo Miguel Bosè, il cui vero nome è Luis Miguel González Dominguín, leva 1956, torna in televisione dopo una lunga assenza. Il cantante ha rilasciato recentemente un’intervista a Jordi Évole per la il programma La Séxta della televisione spagnola. Durante questa chiacchierata, Bosè ha raccontato cosa gli è successo nell’ultimo periodo e come ha vissuto questa pandemia di Covid-19 che impazza da oltre un anno. La dichiarazione che forse lascia più sorpresi è il fatto che Miguel Bosè sia un negazionista nei confronti del Coronavirus. Lo stupore aumenta se si pensa che la sua stessa madre, Lucia Bosè, sembrerebbe essere morta di Covid durante la prima ondata nell’ospedale di Segovia il 23 marzo 2020.

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Miguel Bosè: negazionista e il ricordo delle droghe

A causa delle sue idee riguardo il Covid-19, mesi fa Twitter aveva bannato il suo account perché aveva diffuso alcune fake news. Da quel momento è stato un silenzio stampa praticamente totale su quasi tutti gli schermi. L’intervista con Jordi Évole, girata in Messico, è andata in onda domenica e sta diventando praticamente virale. L’intervista è cominciata già in modo particolare perché il cantante ha chiesto al giornalista di togliersi immediatamente la mascherina. “Sono negazionista e questa è una posizione che tengo a testa alta. C’è un disegno che non si vuole far sapere, questa è la verità“. Durante l’intera intervista Bosé aveva momenti in cui era palesemente arrabbiato e poco lucido ad altri in cui era assai serio. Le prime reazioni erano perlopiù legate alla morte della madre e alle sue idee sul Covid-19, mentre le seconde avevano a che fare con argomenti come la sua dipendenza dalle droghe e il rapporto con il padre.

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Nel raccontarsi, Miguel Bosè non ha nascosto di aver passato anni difficili: “Sì, ho vissuto anni selvaggi, nei quali scoprii la mia parte oscura. Droga, sesso bestiale, sostanze…“. Bosè ha cominciato a drogarsi negli anni Ottanta: “Chiamai alcuni amici e dissi loro: ‘ho bisogno di fare festa’. Ricordo il primo bicchiere, e poco dopo la prima striscia di coca. Gli effetti mi durarono una settimana. Pensavo che fosse una parte necessaria, legata alla creatività. Ma da un giorno all’altro le droghe smettono di essere tue alleate e diventano il tuo nemico. […] Non uscivo più nei locali, ma mi facevo lo stesso tutti i giorni. Sono arrivato a consumare quasi due grammi di cocaina al giorno, oltre a fumare marijuana e a prendere pastiglie. Solo sette anni fa ho smesso per sempre con tutta questa roba“.

Miguel Bosè