Massimo Cuttitta, chi era il rugbysta morto di Covid a 54 anni: la sua storia

Massimo Cuttitta, ex rugbysta di 54 anni è morto a causa del Covid: scopriamo chi è stato e qual è la sua storia.

Si è spento ieri sera nell’ospedale in cui era stato ricoverato e intubato, Massimo Cuttitta ex giocatore di rugby e leggenda del movimento rugbystico italiano. Dopo una carriera sontuosa, che l’ha visto affrontare gli avversari con determinazione ed efficacia, Massimo si è dunque spento contro l’avversario più infido che abbia mai incontrato: il Covid. Il contagio ha colpito prima la madre dell’ex rugbysta, quindi ha contagiato anche lui. Sia la donna che lui sono stati ricoverati all’ospedale di Albano: la mamma se n’è andata in tre giorni, lui ha resistito un po’ di più, ma alla fine ieri sera si è arreso.

La sua scomparsa ha gettato nello sconforto tutto il movimento rugbystico italiano che Massimo, con la sua carriera ha contribuito a far crescere. Tantissimi anche gli appassionati di questo sport che sono stati colpiti dalla sua scomparsa e che in queste ore stanno condividendo messaggi di profondo cordoglio per il pilone che ha contribuito a far entrare  l’Italia nel sei nazioni e di diventare una delle nazionali più forti al mondo.

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Massimo Cuttitta: storia e carriera del pilone azzurro

Nato a Latina nel ’66 da famiglia campana, Massimo è cresciuto in Sud Africa, dove i suoi si erano trasferiti per ragioni lavorative. Proprio in quel Paese, lui ed i fratelli Marcello e Michael si sono appassionati al rugby e ne hanno imparato i segreti. Michael alla fine ha deciso di dedicarsi agli studi di ingegneria, mentre Massimo e Marcello si daranno all’agonismo ed entreranno a far parte della storia degli azzurri.

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Massimo ha 69 presenze ed ha giocato due coppe del mondo tra gli anni ’80 ed il 2000. Marcello ne ha solo 54, ma anche un record di 24 mete in azzurro che non è stato ancora battuto. Con loro in campo l’Italia ha vissuto probabilmente il suo periodo migliore, crescendo a livello internazionale e guadagnandosi l’accesso al sei nazioni di cui Massimo è arrivato a giocare solamente la prima edizione. Grande carriera anche con le squadre di club: dopo aver esordito con L’Aquila, Massimo ha vinto 4 scudetti con Milano, prima di trasferirsi a Londra per giocare con gli Harlequins e ritirarsi.

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Dopo il ritiro ha deciso di diventare allenatore, strada che lo ha visto eccellere quanto quella da giocatore. I maggiori successi li ha ottenuti con la nazionale scozzese che con lui al timone è riuscita a crescere e migliorare. A soli 54 anni aveva ancora molto da dare al mondo del rugby e molto da vivere, purtroppo però l’infido nemico non gli ha lasciato scampo.