La lettera d’addio di Stefano Barilli: l’ipotesi della setta satanica

Mentre la fotografia a Milano si è rivelata inutile, la polizia si concentra sulla lettera di Stefano Barilli: la teoria della setta è vera?

Stefano Barilli è un giovane piacentino scomparso l’8 febbraio 2021. Il suo caso è molto particolare: la sua scomparsa coincide con quella di un altro ragazzo della sua età, Alessandro Venturelli. Dopo le prime ricerche infatti la polizia ha collegato i due casi; anche le madri dei giovani si sono unite per cercare insieme i figli. Dopo un appello delle due famiglie a Chi l’ha visto (programma che si occupa di persone scomparse), sembrava che le indagini avessero portato a qualcosa: due ragazzi, molto simili a Stefano e Alessandro, erano stati fotografati alla stazione di Milano. Anche se non completamente convinte, entrambe le madri si erano dette speranzose che i due giovani della foto fossero proprio i figli. La settimana scorsa, però, la brutta notizia: Edoardo, studente italiano che studia architettura in Svizzera, ha chiamato Chi l’ha visto perchè si è riconosciuto nella fotografia.

La foto scattata a Milano che aveva fatto sperare le due famiglie.

La lettera

Le ricerche, così, devono cominciare di nuovo dall’inizio. Se i ragazzi nella foto erano Edoardo e l’amico Alex, di Stefano Barilli non si avrebbero notizie dal giorno in cui è scomparso. Il giovane ha scritto una lettera alla madre, ma non avrebbe lasciato alcun indizio utile per essere ritrovato. “Mi ha scritto una lettera e ha concluso con ‘amore'” ha commentato la madre di Stefano facendo un appello a Chi l’ha visto. “L’amore non è scappare, ma rimanere accanto alle persone che ci amano, anche non fisicamente ma sicuramente con il cuore. Io ti amo, ti voglio bene e ti cercherò sempre”.

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L’ipotesi della setta era nata già dopo le prime indagini, ma gli avvocati delle due famiglie avevano sempre consigliato di prendere tutte le informazioni con le pinze. Lo stile con cui Stefano Barilli avrebbe scritto la sua lettera, però, non avrebbe fatto altro che solidificare le ipotesi degli inquirenti. “Abbiamo dato incarico a due periti di analizzare la missiva del ragazzo perché non vogliamo lasciare nulla al caso” ha dichiarato l’avvocato Ilaria Sottotetti al Corriere della Sera. “E’ già emerso varie volte che dei ragazzi entrati in sette o pseudo-sette abbiano scritto lettere d’addio simili”.

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La madre di Stefano continua a sostenere che l’atteggiamento del figlio fosse strano già da qualche giorno. “Ultimamente stava leggendo un libro sulle facoltà mentali nascoste e io ero preoccupata perché, specialmente negli ultimi tempi non era la persona solare di sempre. Ho provato a farlo aprire e mi aveva confidato di sentirsi manipolato ma quando ho provato a chiedere i motivi si è chiuso ermeticamente”.