Moby Prince, chi è il colpevole del disastro del ’91 nel porto di Livorno

La sciagura del traghetto Moby Prince causò ben 140 morti. Cosa sappiamo ad oltre 30 anni dal peggior disastro di sempre nei mari italiani.

Moby Prince
Moby Prince il disastro del 10 aprile 1991 FOTO Getty Images

Moby Prince, il 10 aprile 1991 avveniva una delle peggiori tragedie del mare mai avvenute in Italia. Il disastro avvenne in maniera del tutto inaspettata, con condizioni climatiche favorevoli. Eppure c’è chi ha parlato di una fitta nebbia per giustificare questo incidente, che provocò 140 morti e che venne contraddistinto da un riscontrato, forte ritardo nei soccorsi.

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Ci volle oltre un’ora prima di vedere il personale medico raggiungere la banchina del porto di Livorno. Tanti i dubbi, poche le certezze: tra queste il fatto che la sciagura della Moby Prince ancora oggi continua a non avere alcun colpevole.

E mentre nel corso di questi 30 anni si è parlato di esplosione, di incidente dettato dalla velocità eccessiva, di distrazione fatale (c’era un Juve-Barcellona di Coppa UEFA in tv che potrebbe avere distolto l’attenzione di chi di dovere, n.d.r.), gli interrogativi permangono.

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Moby Prince, la commemorazione a 30 anni dal disastro

Il traghetto facente parte della flotta di Navarma salpò dal porto di Olbia con destinazione Livorno. Ma proprio in vista della città labronica avvenne un impatto fatale con la petroliera Agip Abruzzo del gruppo Snam. E non si sa perché.

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Nel giro di pochi secondi la Moby Prince divenne una enorme torcia galleggiante sul Tirreno. Il bilancio vide un solo superstite sul traghetto, il mozzo Alessio Bertrand. Non ci fu alcuna vittima invece a bordo della petroliera.

C’è la pagina Facebook #iosono141 che commemorerà chi in quella circostanza perse la vita. Avverrà una lunga diretta video come omaggio e per non dimenticare quel disastro.

Via ad una seconda commissione d’inchiesta

Rabbia e delusione dei parenti delle vittime restano immutate. In tanti sollecitano lo Stato a non dimenticare la vicenda. Ma già il fatto che la prima commissione parlamentare svolta abbia dato i propri risultati solamente nel 2018 la dice tutta.

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Adesso però dovrebbe partire una nuova commissione, dopo il si apposito giunto dalla Camera. E la Procura di Livorno ha disposto la riapertura delle indagini in seguito a ciò. Secondo gli inquirenti che si interessarono di nuovo al caso, la notte del 10 aprile 1991 non ci fu nebbia.

Inoltre non sono state attribuiti errori e responsabilità al comandante Ugo Chessa, che morì in quella circostanza. La Agip Abruzzo si trovava in una zona dove era vietato l’ancoraggio, alla fonda. Sembra che la Capitaneria di Porto di Livorno gestì molto male la situazione, cosa che in molti indicano come principale fattore di un così elevato numero di vittime nell’incidente.

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