Ruth Bader Ginsburg, chi era davvero la donna icona delle lotte femministe negli Usa

Ruth Bader Ginsburg è stata un’icona nelle lotte femministe negli Stati Uniti d’America. E’ stata paladina per la parità di genere.

Ruth Bader Ginsburg, nata a Brooklyn il 15 marzo 1933, è stata una giurista, magistrato e accademica statunitense, la seconda donna ad essere giudice nella Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. A nominarla è stata il Presidente Bill Clinton nell’agosto del 1933.

Ad oggi, Ruth Bader Ginsburg è una delle sole cinque donne che abbiano mai fatto parte della Corte Suprema, insieme a Sandra Day O’Connor, la prima donna in assoluto ad assumere l’incarico. Per tutta la sua carriera, Ruth Ginsburg si è occupata delle lotte per le donne, promuovendo l’uguaglianza di genere e nel 2009 la rivista Forbes l’ha inserita tra le 100 donne più potenti al mondo. Nel 1955 iniziò il corso di laurea in giurisprudenza alla Harvard Law School, dove era una delle 9 studentesse in una classe di 500 allievi. Iniziò la sua carriera come ricercatrice e direttrice associata alla Columbia Law School e insegnò la giurisprudenza in diverse università.

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Ruth Bader Ginsburg, i successi della seconda giudice della Corte suprema

Ruth Bader Ginsburg percepiva uno stipendio molto più basso dei suoi colleghi universitari, nonostante fosse stata la prima donna con una cattedra alla Columbia University e co-autrice del primo libro scolastico sulle leggi contro la discriminazione sessuale. Negli anni Settanta patrocinò diverse cause legali a favore dei diritti di genere.

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Nel 1980 il Presidente Jimmy Carter nominò Ruth Bader Ginsburg come giudice della Corte d’appello degli Stati Uniti d’America per il Distretto della Columbia, dove lavorò fino alla sua nomina presso la Corte suprema nel 1993, avvenuta grazie al Presidente Bill Clinton. La sua candidatura fu confermata dal Senato con 96 voti a favore e 3 contrari. E’ stata sposata con Martin D. Ginsburg, un avvocato fiscale e professore della Georgetown University Law Center. Insieme i due hanno avuto una figlia, Jane, professoressa della Columbia Law School come la madre e un figlio, James. E’ morta il 18 settembre 2020 all’età di 87 anni a causa di un cancro metastatico al pancreas.