Juve-Napoli, la Var è un mistero: almeno tre episodi da rivedere

In Juve-Napoli tre occasioni da rigore discutibili, l’arbitro non si è rivolto alla tecnologia per vederci chiaro

Juve-Napoli è destinata a far discutere quest’anno. La gara infinita, giocata dopo oltre 180 giorni dal calendario previsto tra protocolli, giustizia sportiva, collegio del Coni. Ieri si è giocata finalmente una gara attesa per mesi ma non sono mancate le situazioni di cui discutere. Le polemiche riguardano rigori non concessi e, soprattutto, il mancato utilizzo della Var. Il primo episodio ha riguardato il fallo fuori dal campo di Lozano su Chiesa, che andava punito con il rigore in quanto il pallone era ancora in gioco quando è avvenuto il fallo. Più tardi, Zielinski è stato visibilmente sgambettato in area ma la massima punizione non è stata concessa. Terzo episodio, una strattonata in piena area di Chiellini su Osimhen giudicata regolare dall’arbitro. Ce ne sarebbe pure un quarto, in realtà, e ha riguardato il difensore juventino che in scivolata, anticipando l’accorrente Lozano pronto a ribadire a rete un cross basso dalla sinistra di Insigne, sembra toccare il pallone con il braccio.

Juve-Napoli, polemiche per la Var

Ciò che ha lasciato perplessa la critica è il mancato utilizzo della Var nelle varie occasioni. Il motivo per il quale un arbitro neghi di valutare al meglio con l’ausilio della tecnologia impone riflessioni e apre alle ipotesi di miglioramenti. In tale ottica, torna in auge, dopo una gara come quella di ieri, la possibilità per le squadre di chiamare il Var dalla panchina.

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Un jolly ciascuno, o anche due, ad ogni compagine che permetterebbe all’arbitro di avere meno discrezionalità sulla scelta di utilizzare o meno la tecnologia. Ciò eviterebbe ulteriori errori per mancato utilizzo. La tecnologia è uno strumento necessario, ma va migliorato per renderlo più utile possibile.

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(Claudio Villa/Getty Images)