Vaccino in azienda, firmata l’intesa: quando si comincia

Il vaccino in azienda è realtà e con questa mossa si punta a mettere al sicuro i lavoratori di qualunque tipologia.

vaccino in azienda
Vaccino in azienda FOTO Getty Images

Vaccini in azienda, c’è la fumata bianca. Le parti in causa hanno firmato un documento ufficiale in seguito ad un incontro fiume della durata di più di 7 ore.

I sindacati e le imprese, con il Ministero del Lavoro e quello della Salute coinvolti in maniera diretta, hanno ratificato per iscritto gli accordi presi, che portano tutte le imprese – a prescindere dalla dimensione – a sottoporre a vaccinazione i dipendenti intenzionati a premunirsi con la vaccinazione.

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Coinvolto in ciò anche l’Inail. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, parla di ottime basi per il futuro, con alcuni aspetti che potranno anche essere migliorati. È reciproca la soddisfazione anche dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, ovvero Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Il protocollo per garantire i vaccini in azienda va ad aggiungersi al documento atto a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. La partenza è fissata per il prossimo mese di maggio, in quanto c’è la necessità di dovere procedere con la dovuta preparazione del caso. Cosa che richiede alcuni giorni di tempo.

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Vaccino in azienda, perché si parte a maggio

Ma partire a maggio consentirà anche di superare il paletto che riguarda la precedenza data agli over 70 nella vaccinazione. Uno step che per allora dovrebbe essere superato. Per quanto riguarda le strutture di dimensioni più contenute, sarà possibile per quest’ultime appoggiarsi a realtà più grandi oppure fare direttamente riferimento all’Inail.

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Inoltre questa rete che viene a crearsi agirà in maniera parallela e non alternativa rispetto a quanto già disposto con il Piano vaccini. Potranno essere protetti dal virus i lavoratori appartenenti a qualsiasi tipologia di contratto, senza alcuna limitazione o requisito da dovere rispettare.

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Inoltre la vaccinazione che avviene in orario lavorativo sarà considerata come un atto non estraneo ad esso. Quindi non verranno a crearsi dispute con il proprio datore.

Poi però verranno contati come malattia i giorni necessari per assorbire gli effetti del vaccino sul fisico, che comportano ad esempio il sorgere di uno stato influenzale o stanchezza diffusa. Le spese per il vaccino sono a carico dell’azienda.

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