San Patrignano, Netflix querelata dai figli di Muccioli: “Offesa la sua memoria”

I figli di Vincenzo Muccioli hanno querelato per diffamazione Netflix, ritenendo offensivo e non veritiero quanto raccontato nel documentario.

A distanza di quattro mesi dalla messa in onda sulla piattaforma streaming, ‘SanPa. Luci e tenebre a San Patrignano‘ continua a far discutere. Questa volta a riportare in auge le discussioni sul controverso documentario prodotto da Netflix sono stati i figli di Vincenzo Muccioli, il fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti. Andrea e Giacomo ritengono che la società di produzione americana abbia diffamato il padre presentando una versione unilaterale e distorta dei fatti, facendo così emergere un’immagine errata sia della comunità che della figura del suo fondatore.

SanPa è la prima docu-serie che Netflix ha prodotto nel nostro Paese ed è stata trasmessa in 190 nazioni. Il documentario è stato realizzato filmando 25 testimonianze (ben 180 ore di interviste) e traendo immagini da ben 51 differenti archivi. Scritta da Carlo Gabardini, Gianluca Neri, Paolo Bernardelli è stata diretta da Cosima Spender e presenta anche la testimonianza di Andrea Muccioli. Ciò nonostante, lui ed il fratello, ritengono che sia stato dato troppo spazio ai detrattori, facendo emergere un’immagine errata e offendendo la memoria del padre. Tra gli elementi sotto accusa c’è l’ipotesi che Vincenzo Muccioli sia morto a causa dell’Aids e che fosse omosessuale.

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San Patrignano, le controversie dopo l’uscita del documentario Netflix

Adesso, dunque, Netflix dovrà rispondere delle accuse di diffamazione nei confronti di Vincenzo Muccioli, visto che la querela è già stata depositata dal legale degli eredi alla caserma dei Carabinieri. Che potesse esserci un simile risvolto era apparso chiaro sin dai primi giorni. La prima a dissociarsi da quanto emergeva nel documentario è stata la stessa comunità di San Patrignano, per nulla d’accordo con l’immagine emersa nella serie.

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Per oltre un mese, inoltre, sono nate dispute sui social tra chi si è posto in difesa del lavoro svolto nella comunità e chi invece ha difeso il lavoro svolto da Netflix, sostenendo che l’intento non fosse quello di fare emergere il lato negativo di San Patrignano, ma quello di mostrare in toto tutto ciò che è emerso negli anni.