Luca Toni, il dramma della rapina violenta in casa: come è andata a finire

“Sono stati brutti momenti” ha commentato Luca Toni, ex calciatore e vittima di una rapina a mano armata nella sua casa a Montale.

Per Luca Toni, quella dell’anno scorso non è stata la prima rapina: già nel 2008 dei ladri erano riusciti ad entrare nell’abitazione. In quel caso, però, in casa non c’era nessuno (e gli intrusi si erano limitati a portare via una maglia della nazionale, lasciando la Scarpa d’Oro e la medaglia dei Mondiali). Nel 2017, poi, Toni è stato aggredito ad Avellino mentre camminava verso lo stadio. Queste due esperienze, però, non avrebbero nulla a che vedere con la rapina più recente.

“Non ci sentiamo più sicuri”

Tutto è iniziato un giovedì, quando Luca Toni è tornato a casa. Secondo alcune fonti, quando è entrato nella sua abitazione si è trovato davanti una scena tremenda: moglie e figli immobilizzati e legati, mentre tre figure si aggiravano per casa. I ladri sarebbero entrati con una sicurezza tale da convincere l’ex calciatore che si fossero preparati durante le settimane precedenti: inoltre, dal loro modo di muoversi Toni ha dedotto che potrebbero aver avuto un’educazione militare. Una volta all’interno della casa i tre intrusi si sono scagliati su Toni, lasciando stare (per fortuna) i suoi figli.

Leggi anche -> Tragico incidente a Napoli: due morti, forse è una rapina finita male

Dopo aver derubato il calciatore, i malviventi hanno lasciato la scena del crimine su una Audi nera: a quanto pare, infatti, un quarto complice li stava aspettando fuori dall’abitazione. La banda era ben organizzata, tanto che le forse dell’ordine hanno ipotizzato che i ladri stessero tenendo sotto controllo la famiglia di Toni già da un po’ di tempo.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

In merito alla rapina, Luca Toni ha scritto così sui suoi social: “la cosa che conta di più è che la mia famiglia stia bene, non ci hanno fatto del male pur avendo subito un bel trauma e un forte spavento. Dispiace anche il fatto che i malviventi abbiano portato via beni preziosi, ma soprattutto affettivi. A seguito della rapina sono intervenute le forze dell’ordine, probabilmente chiamate dai vicini insospettiti da una macchina in movimento nella mia via. La vigilanza non si è accorta di nulla”.