Concorsi pubblici, pioggia di proteste contro il nuovo decreto Brunetta

Il decreto dà la possibilità alle amministrazioni di bandi già scaduti di rivedere le condizioni a favore dei possessori di titoli

Governo-Draghi Foto Roberto Monaldo / LaPresse
13-02-2021 Roma

Contro il decreto Brunetta battezzato “semplificazioni” si sta scatenando l’ira dei concorsisti sui social. Il provvedimento, voluto dal neo ministro della funzione pubblica ma sostenuto dal Governo, fissa l’obiettivo di ridurre i tempi di conclusione dei concorsi in corso e per i bandi in uscita, bloccati dalla pandemia. Il punto che sta facendo scatenare l’ira dei concorsisti riguarda le modalità attraverso le quali questo decreto vorrebbe accorciare i tempi. Il decreto, infatti, prevede la possibilità per le pubbliche amministrazioni di poter evitare di svolgere la preselettiva in caso di un numero eccessivo di domande, cosa molto frequente, attraverso la valutazione di titoli ed esperienze. In sostanza, sarebbero privilegiati coloro che hanno già avuto delle collaborazioni con la pubblica amministrazione o che hanno avuto la possibilità economica di acquisire, a suon di centinaia di euro, quei titoli ulteriori ala laurea che danno punteggi.

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Decreto Brunetta, l’ira dei concorsisti

La questione si fa ben più grossa e la delusione è percepibile sui vari forum concorsuali e sulle pagine social specifiche quando dal decreto si evince chiaramente che la possibilità di “semplificare” sostituendo la preselettiva con una graduatoria per titoli riguarda anche i concorsi già banditi e scaduti. In sostanza chi da mesi e mesi sta studiando consapevole di aver partecipato ad un bando e di avere le carte in regola per mettersi in gara, corre il rischio di trovarsi fuori e di aver perso tempo e denaro su un bando scaduto che potrebbe essere invalidato dalla “semplificazione” di Brunetta e del governo Draghi.

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Altro aspetto che lascia perplessi è il fatto che, in tal modo, si aprirebbero dei fronti di ricorsi tali da rendere vana l’intenzione di semplificare ideata dal ministro e sostenuta dal Governo. Non a caso, l’esperto di concorsi, professor Cotruvo, ha definito sulle sue pagine social un ritorno al Medioevo. In queste ore non sono mancate raccolte di firme in rete e inviti a scrivere al Capo dello Stato per coinvolgerlo nella vicenda.

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