Mario Biondo, grossa scoperta degli investigatori privati: “Non era solo”

Il caso relativo alla morte di Mario Biondo fa ancora parlare, e per molti risulta irrisolto. Ora alcuni detective hanno scoperto qualcosa.

Mario Biondo e la moglie Raquel Sanchez
Mario Biondo e la moglie Raquel Sanchez foto dal web

Mario Biondo, spuntano nuovi dettagli. A quasi 8 anni dalla morte del giovane cameraman originario di Palermo, ecco che gli inquirenti hanno a disposizione nuovi elementi sui quali poter basare le proprie indagine.

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Ciò che inizialmente le autorità spagnole avevano bollato come un caso di suicidio sembra essere in realtà ben altro. La Procura di Generale di Palermo ha riaperto questa vicenda allo scopo di potere procedere con dei nuovi accertamenti.

Ora c’è motivo di credere che Mario Biondo non fosse solo nella sua abitazione di Madrid, in Spagna. Il giovane venne trovato impiccato nella casa che condivideva con la moglie a Madrid, la conduttrice televisiva Raquel Sánchez Silva.

Finora non è mai stato dimostrato un coinvolgimento della donna in quello che appare a tutti gli effetti come un delitto. Si apprende anche che qualcuno ha usato una carta di credito di Mario tra le ore 02:08 e le ore 02:53 del mattino del giorno in cui lui perse la vita.

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Mario Biondo, la scoperta degli investigatori privati

La spesa venne fatta in un locale di Madrid solitamente aperto soltanto di notte e situato a breve distanza da casa del siciliano. Questa scoperta l’hanno compiuta gli investigatori della Emme Team, società specializzata con base negli Stati Uniti che si occupa di casi irrisolti.

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E che di recente ha intrapreso anche delle indagini parallele riguardo alla morte di Tiziana Cantone, tra gli altri. La famiglia del ragazzo da sempre ha contestato il modo delle autorità iberiche di trattare la vicenda.

Gli inquirenti madrileni parlarono di suicidio senza intraprendere alcuna inchiesta. Si interessò della vicenda però la Procura di Palermo, che dispose anche la riesumazione della salma. Ma si giunse ad una archiviazione in quanto non vennero rilevati elementi utili.

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Ora però Emme Team ha scoperto che i profili Twitter e Facebook di Mario erano controllati da altri dispositivi non di sua proprietà, nei dintorni di casa. E proprio nel giorno della morte, il 30 maggio 2013.

I due dispositivi risultavano attivi anche dopo l’acclarata morte di Biondo, con uno dei due collegato anche al wifi dell’appartamento. L’inchiesta prosegue, ma c’è chi sospetta proprio della moglie Raquel ed ipotizza la presenza di un qualcosa che forse Mario avrebbe scoperto, pagando con la vita.

Foto dal web