L’ultima cena di Leonardo, perché si trova a Santa Maria delle Grazie

Il capolavoro di Leonardo “L’ultima Cena” è stato dipinto sulla parete del refettorio della chiesa di Santa Maria Delle Grazie. Perché questa scelta?

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La nuova fiction dedicata al genio di Leonardo da Vinci, prodotta dalla Rai, in onda proprio questa sera ha sicuramente risvegliato l’interesse per tutto ciò che ha a che fare con il grandissimo artista e scienziato. Tra i capolavori, non solo del lavoro di Leonardo ma dell’umanità intera, c’è sicuramente “L’ultima Cena“: il dipinto parietale che raffigura l’ultimo pasto di Gesù con gli Apostoli, realizzato sulla parete del refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano. Ma qual è il motivo dietro la scelta del luogo in cui sarebbe stato per sempre conservato il dipinto?

L’ultima cena, perché Leonardo la realizzò al refettorio

Se  non fosse stato per i numerosi restauri, il dipinto oggi non godrebbe di una buona conservazione. Questo è causa delle condizioni della parete del refettorio, su cui Leonardo ha dipinto “L’ultima cena“. Il luogo, infatti, è caratterizzato da un’estrema umidità che è incompatibile con la particolare tecnica utilizzata da Da Vinci per realizzarlo (pittura secca mista ad intonaco). E’ solo grazie ai restauri successivi e continui che oggi possiamo ammirare il dipinto in ottimo stato.

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Il dipinto è stato commissionato a Leonardo nel 1494 da Ludovico il Moro, che aveva appena fatto erigere la Chiesa di Santa Maria delle Grazie per celebrare la grandezza degli Sforza, che governavano Milano. Ludovico aveva chiamato numerosi artisti e geni dell’epoca, come Donato Bramante, per abbellire la Chiesa. A Leonardo fu affidato il refettorio con due commissioni: un “Ritratto dei duchi di Milano con figli” e, sulla parete opposta, “L’Ultima Cena“.

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Leonardo scelse la particolare tecnica del secco misto ad intonaco, perché non amava l’affresco perché non gli avrebbe consentito di lavorare come era solito: con continui ripensamenti, con lentezza e con il perfezionismo che lo caratterizzava. L’affresco si asciuga rapidamente e non permette di cambiare idea troppo spesso. Oggi il capolavoro di Da Vinci è visibile nella sua grandezza, grazie ai preziosi restauri.

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