Aleandro Baldi, la triste verità: ecco perché lo hanno emarginato dalla tv

Vincere il Festival di Sanremo dovrebbe essere un biglietto di sola andata per una vita in televisione: per Aleandro Baldi non è stato così.

Quella vittoria sul palco dell’Ariston per Aleandro Baldi non era la prima: il musicista aveva suonato per il pubblico di Sanremo già altre volte, a partire dal 1986. “Ero stato da poco scoperto da Giancarlo Bigazzi, venti giorni prima non sapevo neanche di andare al Festival. Presentai La nave va e andò, arrivando seconda. Nel 1989 sono tornato nella categoria emergenti con E sia così: terzo. Ma il successo è arrivato dopo altri tre anni nel 1992 con Non amarmi. Dovevo cantarla da solo, poi venne l’idea della coppia con Francesca Alotta”.

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“Non mi aspettavo un successo così grande, ma sul palco, sentendo il consenso del pubblico in sala, pensai: qui succede qualcosa di bello. L’emozione c’era, la paura no: stavo facendo la cosa che più mi piace, cantare” spiega. “Felicità e confusione insieme, ma per fortuna la mia famiglia mi ha insegnato a stare con i piedi per terra e le antenne alzate per riconoscere i falsi amici”.

Perchè non si è più sentito parlare di lui

Nell’intervista al Corriere di Firenze, il musicista parla anche di cosa è successo dopo la sua vittoria a Sanremo. “O Baldi o Bocelli, perché due così insieme sono troppi” dice. “Me l’hanno detta questa storia mentre cominciavano stranamente a chiudersi alcune porte, o meglio mi arrivava per vie traverse perché direttamente nessuno ti dirà mai che non vieni più invitato perchè di cieco ne basta uno. Ma io non ho mai voluto approfondire. Non ho mai curato i rapporti con i vertici o le case discografiche e non ambisco al denaro. Ho sempre pensato soltanto alla musica”.

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Se il motivo dell’allontanamento dalla televisione di Aleandro Baldi fosse davvero questo, sarebbe un’ingiustizia piuttosto difficile da ignorare. “Nessun rimpianto, ho fatto la mia vita, i miei dischi, le mie serate e mi sono divertito. Non mi sono sentito trascurato, il successo fa piacere certo, ma ho sempre diviso il lavoro dalla vita di tutti i giorni”.