Variante giapponese Eek, cosa si sa sulla nuova minaccia Covid

Una nuova variante del Covid-19, denominata Eek e segnalata in Giappone, sta creando un certo allarme tra gli scienziati e i semplici cittadini: ecco perché. 

ragazzino ricoverato per Covid

Stavolta le brutte notizie arrivano dal Giappone. In un ospedale di Tokyo è stata infatti segnalata una nuova mutazione del Covid-19, denominata E484K (e detta comunemente Eek) e rilevata in 10 pazienti esaminati (su 14) nel mese di marzo. Lo si apprende proprio mentre sale vertiginosamente il numero di infezioni in quel paese, soprattutto nella città di Osaka e in altre due prefetture dell’arcipelago, Hyogo e Miyagi, dove da oggi sono entrate in vigore restrizioni simili a quelle revocate due settimane fa a Tokyo. I pazienti in questione sarebbero stati infettati dalla mutazione pur non avendo mai viaggiato né frequentato altre persone poi risultate positive.

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La variante Eek, ultima frontiera del Covid

Se i dati relativi alla nuova variante Eek “saranno confermati, e se dunque sarà confermata anche la resistenza di questa mutazione del virus SarsCov2 ai vaccini attualmente disponibili”, ha detto all’Ansa Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e professore associato di Malattie Infettive all’Università di Roma Tor Vergata, “credo sarebbe da valutare l’opportunità di un blocco dei voli, anche con precauzioni particolari rispetto al Giappone e con protocolli stringenti se tale variante fosse, come sembra, già arrivata in Europa”.

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L’esperto aggiunge che quella contro le varianti del virus SaRScOV2 “è ormai una corsa contro il tempo: infatti, più il virus circola più tende a mutare e dare luogo a nuove varianti. L’unica strategia è dunque quella di bloccare il prima possibile la circolazione del virus e per far questo la vera arma di cui disponiamo è la vaccinazione. Dunque, è fondamentale in questo momento velocizzare il più possibile la campagna di vaccinazione, per immunizzare il maggior numero di persone in tempi rapidi, bloccare il virus e impedire così che origini altre mutazioni”. Ma “cruciale diventa anche aumentare la capacità di tracciamento delle varianti potenziando le attività di sequenziamento del virus, ciò al fine di capire cosa sta accadendo effettivamente in Italia e quali sono i ceppi che stanno circolando”.

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