Svegliati amore mio, scoppia il caos a Taranto: “Vietato condividere”

“Svegliati amore mio”. Da una semplice fiction a simbolo di una protesta. Scopriamo cos’è successo a Taranto. 

La serie dal titolo “Svegliati amore mio” ha riscosso subito un grande successo. A citarla sono stati anche gli operai dello stabilimento siderurgico dell’ArcelorMittal, che hanno condiviso alcuni post sulle loro pagine social.

Una mossa che però ha generato una dura risposta dall’azienda che ha deciso di sospendere alcuni operai. La colpa non sarebbe quella di aver citato la fiction ma di “aver denigrato l’azienda stessa e il suo management”. Scopriamo di più sulla vicenda.

Svegliati amore mio: anche Rita dalla Chiesa difende gli operai

La vicenda ha suscitato molte perplessità nell’opinione pubblica e molti personaggi noti hanno espresso la loro opinione sui social. Tra questi troviamo anche Rita dalla Chiesa che ha deciso di lanciare il suo messaggio via Instagram.

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“Sapete perché “vietato condividere”? Perché alcuni operai di un’acciaieria di Taranto sono stati sospesi dal lavoro per avere condiviso su twitter l’opinione di quanti seguono la fiction # SVEGLIATIAMOREMIO con Sabrina Ferilli (…)”, ha scritto la donna sul suo profilo.

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La mini serie targata Mediaset racconta le vicende di una città che si trova nei pressi di un’acciaieria molto inquinante. Sarà proprio in questo ambito che una bambina si ammalerà di cancro. Nella trama non viene fatto nessun riferimento a Taranto o all’ArceloMittal. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati i post condivisi sui social che invece parlavano, alcuni più esplicitamente di altri, di un’ipotetica somiglianza tra la fiction e il caso di Taranto.

Dopo la contestazione disciplinare e sospensione cautelativa di due dipendenti lo stabilimento siderurgico ha chiarato più volte la sua posizione. La colpa sarebbe “aver denigrato l’azienda stessa e il suo management, anche attraverso affermazioni di carattere lesivo e minaccioso“.

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Sempre l’azienda ha specificato che il rispetto per le normative in materia è altissimo, in particolare l’Autorizzazione integrata ambientale Aia e il controllo delle emissioni. La situazione sembra essere momentaneamente in stallo. Da una parte i lavoratori e i loro sostenitori che si appellano al diritto di pensiero e parola, dall’altra l’azienda che cerca di difendersi dalle accuse.