Scuole, aperture dal 7 aprile: regole, eccezioni e zone rosse

Scuole. Dal 7 aprile si torna in classe, ma con qualche eccezione regionale. L’incertezza è tanta. Scopriamo le nuove regole. 

Manca sempre meno alla riapertura delle scuole. Tutte le linee guida sono state fissate dal Governo con il decreto del 1° aprile. Una mossa che ha piacevolmente sorpreso e che sembra accogliere le richieste di molti studenti. Un decreto che introduce delle novità interessanti sulla presenza in aula degli studenti.

Con la scuola considerata prioritaria, si prevede la riapertura fino alla prima media anche in zona rossa. Per le Regioni arancioni e gialle si tornerà sui banchi fino alla terza media. Le scuole secondarie di secondo grado avranno forme più flessibili. Un mix tra lezioni in presenza e dad tra il 50 e il 75%.  Scopriamo le altre novità.

Scuole: ecco tutto quello che c’è da sapere sulle riaperture

Il decreto del 1° aprile introduce una novità importate: i governatori non potranno decidere autonomamente se chiudere o meno le scuole. A commentare le decisione governative interviene anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “Misure molto strette di controllo”, ha commentato in riferimento alla riapertura.

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Un parere simile arriva anche da Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università di Milano. “Credo sia possibile avere la conclusione dell’anno scolastico in presenza per tutti gli studenti, ma occorre un impegno di attenzione complessivo, di buon senso, perché ogni tanto si vedono comportamenti incongrui e sottovalutazione del rischio“.

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Dal 7 al 30 aprile si assicura lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia e dell’attività scolastica e didattica per asili, scuole elementari e prima media. Nelle zone rosse le attività didattiche per seconda e terza media, nonché superiori si svolgono a distanza. Al momento sono zone rosse: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.

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Cambia invece la situazione nelle zone gialle e arancioni. Sì alla didattica in presenta anche per seconda e terza media. Le superiori adottano forme flessibili per garantire la presenza in aula di almeno il 50% degli studenti. Il massimo sarà stilato al 75%, ma la restante parte di popolazione studentesca dovrà avvalersi della didattica a distanza. Sono arancioni: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento.

Le deroghe potranno essere adottate solo dopo aver sentito il parere delle autorità sanitarie competenti, nel rispetto  dei principi di  adeguatezza e proporzionalità. Ci sarà inoltre la possibilità di applicarle solo ad aree territoriali specifiche.

Riflettori puntati sulla Campania dove si vocifera di altri rinvii. La Calabria invece si adegua alle direttive nazionali. Le attività in presenza sono garantite qualora sia necessario usare laboratorio o per mantenere una relazione educativa per l’inclusione scolastica di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali.