Gianni Morandi, il dolore delle ustioni: “Quando mi cambiano…”

Dopo il terribile incidente di cui è stato vittima Gianni Morandi ha ustioni sul 15% del corpo, ma date le circostanze si ritiene comunque fortunato.  

Gianni Morandi J-Ax Sanremo

Gianni Morandi è reduce da una tremenda disavventura: l’incidente di cui si è ampiamente parlato gli ha procurato ustioni e un dolore che non vuole saperne di scomparire. In questo tempo di stasi forzata, però, il celebre cantautore ha avuto anche modo di riflettere sulla fortuna che l’ha assistito quando è caduto nella buca dove stavano bruciando le sterpaglie nel giardino di casa.

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La sofferenza di Gianni Morandi

“Ho bruciature sul 15% del corpo, mani, gambe e anche un orecchio, il dolore è tanto e quando mi cambiano i bendaggi mi addormentano”: così Gianni Morandi in un’intervista al Resto del Carlino parla dal suo ricovero all’ospedale Bufalini di Cesena, centro specializzato per le ustioni, dopo l’incidente di qualche settimana fa.

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“Col passare dei giorni mi spavento sempre di più – confessa Morandi -. Perché mi rendo conto del rischio che ho corso e di quanto sono stato fortunato. Prima di tutto, ho salvato la vita. Perché quando tu cadi dentro a una buca così, mentre spingi dentro un tronco che pensi faccia resistenza, e ti trovi in mezzo alle braci, con le fiamme intorno, è una cosa tremenda”.

“Mi sono attaccato con le mani a un ramo che bruciava pur di saltare fuori. La seconda cosa importante è che ho salvato la faccia”, aggiunge, “credo che ci sia qualcuno che mi ha guardato dal cielo, ne sono convinto”. “Ho avuto gravi bruciature a tutte e due le mani, alle ginocchia, un po’ al gluteo, poi una bruciatura nella schiena e nell’orecchio. Credo, più o meno, sul 15%”. Per il resto, “la mano sinistra, quella che fa gli accordi, si muove abbastanza bene, direi che è quasi recuperata. La mano destra in questo momento è piuttosto debole, dovrò fare molta fisioterapia, ci vorrà del tempo. Bisogna ridarle vitalità, diciamo”.

Tornando al dolore delle ustioni, “senza l’aiuto dei farmaci non si può resistere”, perché “ogni due giorni mi facevano una medicazione. Ma la medicazione è una cosa molto dolorosa e ti devono addormentare”. Le dimissioni dall’ospedale? “Parlano di una decina di giorni ancora…”.

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