Focolaio in Rsa, 8 morti per dipendente positiva costretta a lavorare

Un focolaio in Rsa porta ad un epilogo estremamente drammatico. E tutto questo si sarebbe potuto evitare, come denunciato da alcuni lavoratori.

Focolaio in Rsa
Focolaio in Rsa FOTO Getty Images

Focolaio in Rsa, per l’ennesima volta è accaduto quel che mai dovrebbe succedere all’interno di una struttura sanitaria. In particolar modo se questa è predisposta esclusivamente ad accogliere degli anziani.

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Purtroppo però ci sono state delle conseguenze tragiche, dal momento che si contano ben 8 morti. Tutti quanti da annoverare tra i pazienti. Da quanto risulta, sembra confermato che il focolaio in Rsa abbia avuto origine da una delle lavoratrici della struttura.

Questa era risultata positiva al Covid. Ma la sua diretta superiore, la quale riveste anche il ruolo di rappresentante legale di una società, ha tenuto la cosa nascosta. Da qui ha tratto origine il cluster con tanto di catena letale che ha causato 8 morti, su un totale di 17 anziani rimasti contagiati.

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Focolaio in Rsa, tre dipendenti hanno denunciato tutto: “Lavoravamo anche se positivi”

E si contano anche altri infetti tra i familiari di altri tre dipendenti. I decessi delle otto persone ospiti della Rsa di Trapani sono avvenuti in parte sul posto (si tratta di cinque persone) ed in parte in ospedale a Marsala, nell’apposito ospedale adibito ai soli ricoveri per Covid.

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Le forze dell’ordine hanno svolto delle indagini per tutto quanto capitato, nel corso del mese di ottobre del 2020. E hanno accertato come i lavoratori della Rsa erano costretti a presentarsi anche se erano infetti.

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Mancavano pure i necessari standard per garantire la sicurezza degli ospiti, tra dispositivi di protezione mancanti e sanificazioni dei locali non svolte. La struttura in questione è la ‘Casa del Sorriso’ e l’inchiesta coordinata dalla locale Procura è sorta proprio in seguito alla denuncia di tre dipendenti.

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