“Draghi e lanciafiamme”, De Luca sfida il premier su scuola e vaccini

Divergenze di posizioni tra Draghi e il governatore della Campania sullo Sputnik. Intanto ora decide solo il governo sulla scuola

vincenzo deluca

Tra Regioni e Governo è finita la luna di miele legata alla formazione del nuovo esecutivo. Su questo punto è ormai chiaro che i governatori e il governo centrale, non appena tornata la tempesta dell’ondata Covid, hanno mostrato subito le divergenze già note sin dalla prima tempesta pandemica. Il Governo, però, ha subito tirato il freno sia su vaccini che sulla scuola. Il governatore che più di tutti si annuncia distante dalle posizioni dell’esecutivo di Draghi è Vincenzo De Luca. Il presidente della Campania ha chiaramente affermato di restare fermo sulla sua posizione verso lo Sputnik, acquistato dalla Regione Campania.

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Draghi-De Luca, distanze su vaccini e scuola

Noi – ha dichiarato De Luca a Porta a Porta – siamo vincolati da normativa comunitaria a non fare contrattuazioni con aziende contrattualizzate dall’Europa, cioè Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Jhonson&Jhonson. Per le altre non c’è nessun vincolo. Abbiamo fatto una gara in base alle norme del codice dei contratti e ha risposto l’azienda di Sputnik. Se in quattro mesi abbiamo l’approvazione di Ema o Aifa si va avanti, altrimenti decade il contratto. Non c’erano ostacoli e non ci sono a dotarsi di altri vaccini al di fuori di quelli contrattualizzati. Se subentrasse lo Stato in questo contratto per me andrebbe bene, non abbiamo nessun problema“. “Per valutare Pfizer ci sono volute tre settimane – ha aggiunto ancora – allora Ema o Aifa facciano una valutazione di Sputnik o di altri vaccini, ma che sia in tempi adeguati all’emergenza. Non possiamo perdere sei mesi per una valutazione“.

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Oltre al vaccino, si annuncia dura la situazione anche nel settore scuola. De Luca ha sempre agito autonomamente durante la pandemia sulle chiusure delle scuole. Proprio per evitare fughe in autonomia, l’esecutivo vuole imporre la centralità delle decisioni sulla scuola che le Regioni dovranno accettare.

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Governo-Draghi Foto Roberto Monaldo / LaPresse
13-02-2021 Roma