Crisanti, la previsione: “Le prossime ondate, ecco cosa accadrà”

Andrea Crisanti guarda in maniera positiva al futuro e fa dei pronostici riguardo la pandemia che dovrebbero tirarci su il morale

Crisanti

Il microbiologo, accademico, divulgatore scientifico Andrea Crisanti è stato intervistato da Un giorno da pecora. Il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova si è espresso in maniera positiva riguardo il futuro dell’Italia e di cosa accadrà nei prossimi mesi con il Coronavirus. Il dottor Cristanti si è laureato  in medicina e chirurgia all’Università La Sapienza di Roma, per poi fare un post-doc all’Università di Heidelberg (Germania) presso il Center for molecular biology (ZMBH).

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Quando si tratta di Covid, si ascoltino esperti come Andrea Crisanti

Oltre ad essere noto per la sua ricerca sulle zanzare e la loro capacità di veicolare malattie infettive come la malaria, Crisanti durante questo anni di pandemia è stato conosciuto per il suo studio sui cittadini di Vo’. Questa cittadina è stata uno dei primi comuni d’Italia in provincia di Padova ad avere un grande cluster del virus. Il dottore lì ha scoperto che molte delle persone infette potevano trasmetterlo ad altri e questo ha fatto comprendere la necessità di fare tamponi. Oggi durante l’intervista su Rai Radio1 a Un Giorno da Pecora, programma condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, Andrea Crisanti ha detto la sua sul futuro. “Se il 30 di aprile si abbassano i contagi e il numero di morti diminuisce a quel punto la zona gialla diventa plausibile. Parlare di aperture adesso non ha senso

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Alla domanda “Quando ne usciremo secondo lei?”, il dottor Andrea Crisanti è stato molto chiaro e sembra aver dato uno pseudo-spiraglio di speranza agli italiani. “Credo che sarà una cosa per fasi. Prima arriverà il calo della letalità, poi vedremo che le ondate ci saranno continuamente ma saranno sempre più basse, con picchi massimo di 3mila contagi. Potrebbe avvenire verso settembre o ottobre la situazione si dovrebbe stabilizzare, a meno che non arrivino varianti“.

Un giorno da pecora