Pensioni, disavanzo di 6 miliardi: sale l’età media di pensionamento

Secondo quanto riferito dall’Inps il disavanzo del 2020 è inferiore alle previsioni e si è alzata l’età media di pensionamento.

Il corposo aumento di prestazioni assistenziali da parte dell’Inps nel 2020, faceva pensare che a fine anno ci sarebbe stato un disavanza di circa 15,7 miliardi di euro. Le stime, però, si sono rivelate più alte della realtà, visto che il report sui conti ha evidenziato come il disavanzo in realtà sia stato solamente di 6 miliardi. Anche il resto delle stime fatte ad ottobre sono risultate in eccesso rispetto ai dati reali.

Erano infatti state previste 371,2 miliardi di prestazioni, ma ce ne sono state solo 360 miliardi, ed erano previsti ingressi contributivi per 221 miliardi, ma ne sono arrivati 225 (4 miliardi in più rispetto alle previsioni). Questa discrepanza tra stime e effettivi esborsi è stata legata all’utilizzo minore della cassa integrazione rispetto alle previsioni.

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Pensioni: aumenta l’età media, il 59% degli italiani prende la pensione minima

Un altro dato interessante emerso dal report dell’Inps riguarda l’età pensionabile che nel 2020 è salita a 64,3 anni rispetto ai 63,9 dell’anno precedente. Questo aumento è avvenuto nonostante la presenza (per il terzo anno di fila) dello scivolo pensionistico sperimentale Quota 100. Prima della legge Fornero, l’età media di pensionamento era di 61 anni. Un dato, quello sull’innalzamento dell’età media pensionistica, che in assenza di una nuova riforma delle pensioni è destinato a salire ancora. La riforma attualmente in vigore, infatti, prevede che la soglia della pensione avanzi con l’allungamento delle prospettive di vita e dunque nei prossimi anni tale soglia potrebbe ulteriormente innalzarsi.

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Altro dato di pubblico interesse riguarda le pensioni minime. Analizzando solo il settore privato, si nota che attualmente sono in vigore 17.799.649 pensioni, 3.982.678 sono di natura assistenziale, mentre le restanti 13 milioni circa sono di natura previdenziale. Di queste sono 10.6 milioni quelle che garantiscono al pensionato una cifra mensile inferiore ai 750 euro, ovvero il 59% di quelle totali. Tale percentuale s’innalza sino al 72,8% se si considerano solamente le donne. Una percentuale che offre una misura solo parziale della povertà pensionistica, visto che alcuni lavoratori ricevono più assegni e altri integrano con altri redditi.

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