Giuliano Serpa, chi è il collaboratore di giustizia: la sua storia

Giuliano Serpa, ex boss della ndrangheta, è oggi un collaboratore di giustizia. Ecco cosa c’è da sapere su di lui. 

Giuliano Serpa è un ex boss della ndrangheta, assolto dall’accusa di omicidio perché il reato era ormai prescritto, e oggi collaboratore di giustizia il cui nome è tornato di recente in primo piano. Ripercorriamo la sua vicenda.

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L’identikit di Giuliano Serpa

A riportare il nome di Giuliano Serpa nei giorni scorsi sono state le Iene con un servizio sull’omicidio di Pompeo Panaro, ex consigliere democristiano, ucciso nel 1982 a Paola, in provincia di Cosenza. Il figlio Paolo Panaro ha raccontato i misteri e i depistaggi che costellano la vicenda di suo padre. Solo nel 2013 la magistratura ha rinviato a giudizio uno dei suoi presunti assassini: il collaboratore di giustizia Giuliano Serpa, per l’appunto. L’ex boss della ndrangheta poi è stato assolto perché il reato era ormai prescritto.

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Il corpo di Pompeo Panaro era stato trovato pochi mesi dopo la scomparsa grazie a una telefonata anonima che aveva fornito gli elementi per individuare il punto preciso, tra le montagne sopra Paola, dove era stato seppellito il consigliere comunale della Dc. Il figlio, quindi, ha presentato un esposto alla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. “La Dda nel 2013 apre le indagini – ha raccontato Panaro – ma solo perché io ho presentato un esposto”. Si è scoperto poi che in realtà erano due i pentiti che avevano parlato dell’omicidio di suo padre. Il primo è stato Fedele Soria, del clan Serpa, che poi ha ritrattato dopo aver indicato il luogo del delitto e i nomi degli esecutori, tutti ‘ndranghetisti. A dieci anni dal primo pentito, un altro collaboratore è stato interrogato sullo stesso omicidio e ha confessato di essere uno dei responsabili: Giuliano Serpa, che ha indicato gli stessi nomi fatti dall’ex collaboratore Soria.

“Giuliano Serpa – ha ricordato il figlio della vittima – viene anche accompagnato sul luogo dove avevano già trovato il corpo. Vanno lì dopo 35 anni a cercare un corpo che avevano già trovato”. È con il rinvio a giudizio di Serpa che il figlio ha scoperto che per la magistratura gli altri presunti responsabili erano deceduti. Per “come indicato dal pm sono deceduti” ha scritto il gip che ha archiviato così l’inchiesta nei confronti di tutti i soggetti indicati dal pentito Serpa: “Come sia possibile – ha affermato Paolo Panaro – scrivere una cosa del genere? Io resto a bocca aperta. La vicenda di Pompeo Panaro si conclude nel 2015 con una sentenza della Corte d’Assise di Cosenza. Si mette una pietra tombale”, mentre “quello che sarebbe l’esecutore principe dell’omicidio di mio padre vive in paese e rischio di trovarmelo in giro da un momento all’altro”.

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