Maria Elena Boschi, chi è il padre Pierluigi Boschi: la sua storia

Scopriamo chi è il padre della capogruppo di Italia Viva in Parlamento Maria Elena Boschi: la storia di Pierluigi Boschi.

La figura politica di Maria Elena Boschi è emersa nel 2013 dopo la vittoria del PD alle elezioni nazionali. Dopo la caduta del governo letta e la sostituzione del premier con Renzi, la Boschi, sua fedelissima sin dal 2009, divenne ministro senza portafoglio. Il rapporto politico tra lei e Renzi è rimasto stabile anche negli anni successivi, Maria Elena lo ha seguito nella scissione dal PD ed ora è diventata capogruppo del partito fondato da Renzi in parlamento.

In questi anni oltre che personaggio pubblico, la Boschi è diventata personaggio noto al pubblico per via delle numerose indiscrezioni circolate sulla sua vita sentimentale. Da diverso tempo è fidanzata con l’attore Giulio Berruti e di recente ha dichiarato che sta pensando seriamente di avere un figlio dal compagno e di diventare madre.

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Pierluigi Boschi, il caso Etruria e l’assoluzione

Anni fa Maria Elena Boschi finì al centro della cronaca per il decreto “salva banche” ed il caso Etruria. Proprio questo istituto bancario era uno dei quattro compresi nel decreto e quello di cui era direttore il padre Pierluigi. A protestare fu principalmente il Movimento 5 Stelle, che chiese una mozione di sfiducia per la maggioranza che per però venne respinta dal resto del parlamento.

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Il padre della Boschi, però, nello stesso periodo venne accusato di Bancarotta Fraudolenta. Titolare dell’azienda ‘Il Palagio‘, Pierluigi Boschi ha ricoperto negli anni degli incarichi importanti: dirigente provinciale Coldiretti, membro del consiglio della Camera di Commercio di Arezzo, presidente provinciale della Confcooperative di Arezzo, consigliere d’amministrazione e successivamente vicepresidente di Banca Etruria.

Pierluigi è stato accusato di Bancarotta Fraudolenta e Bancarotta semplice. La prima accusa è stata archiviata già diversi anni fa, mentre la seconda è stata archiviata nell’agosto del 2020 perché l’aver concesso una buonuscita da 700 mila euro all’ex direttore dell’Istituto bancario è stata ritenuta un’azione penalmente irrilevante.