Dramma Giampiero Mughini: il tumore e l’asportazione della prostata

Giampiero Mughini racconta in un’intervista il dramma vissuto quando a causa di un tumore gli hanno dovuto asportare la prostata.

Giampiero Mughini è uno scrittore di talento, un grande giornalista e un’opinionista capace di rimanere impresso nella memoria del pubblico per il suo carattere forte, per la sua capacità linguistica ed espressiva. A vederlo ospite in studio si capisce subito che una persona di grande cultura, ma si evince anche come dalla vita tragga sempre il lato positivo.

Difficile capire, osservando il personaggio televisivo, se nella sua vita ci sono momenti di scoramento o difficili e lui non è solito condividere pubblicamente i drammi che ha vissuto nel suo privato. Non tutti, infatti, sanno che Giampiero è stato colpito da un tumore alla prostata nel 2006 e che per evitare complicazioni è stato costretto ad asportarla. Un intervento delicato che può causare anche problemi alla virilità della persona sotto intervento.

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Giampiero Mughini, il dramma del tumore alla prostata

Intervistato da ‘Ok Salute‘, sito dedicato agli aggiornamenti medici e alla prevenzione, Giampiero racconta di aver cominciato a controllare la prostata su consiglio del medico e che i valori del Psa ogni anno erano più alti. Lo scrittore sentiva che prima o poi gli sarebbe giunta la notizia che non avrebbe mai voluto sentire, ed è successo nel 2006: “I valori dei marker tumorali erano saliti, troppo. Bisogna operare alla prostata, fu la sentenza del medico. Le tecniche moderne permettono di salvaguardare i nervi che consentono l’erezione. Ma non sempre va tutto liscio. A me non è andato tutto liscio”.

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L’operazione, spiega Mughini, è andata bene, anzi è stata una passeggiata e poco dopo era già dell’umore adatto per fare qualche battuta. Tuttavia quanto successo gli ha lasciato un segno indelebile ed ogni tanto lo fa stare male: “Quando mi fermavo a riflettere, non potevo non pensare che, per certi versi, era cominciata la mia morte. L’aspetto più delicato di tutta la faccenda riguarda la menomazione reale e simbolica della virilità. Ironia della sorte, stavo scrivendo Sex revolution, un libro sulla rivoluzione sessuale, proprio nel corso di una vicenda in cui il sesso veniva compromesso”.