Coronavirus: in Italia vaccinati meno di un over 80 su quattro

Prosegue a rilento la campagna vaccinale contro il Coronavirus: in Italia vaccinati meno di un over 80 su quattro, ecco i dati ufficiali.

(Mario Tama/Getty Images)

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in occasione della conferenza stampa tenutasi oggi, 26 marzo, ha sottolineato che è nelle intenzioni del governo usare il pugno duro contro quegli operatori sanitari che non si sono vaccinati. L’ex presidente BCE è chiaro: “Il governo intende intervenire: non va bene che operatori sanitari non vaccinati siano a contatto con malati”.

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Insomma, il governo e in particolare la ministra Marta Cartabia sono al lavoro per un decreto ad hoc sul tema. Intanto, Draghi insiste sull’obiettivo del mezzo milione di vaccini al giorno entro aprile. Afferma infatti: “L’obiettivo del mezzo milione in aprile si comincia a vedere con un po’ più di probabilità”. Concorda il ministro Roberto Speranza, che sottolinea una crescita costante delle vaccinazioni giornaliere.

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Over 80 vaccinati in Italia: ecco quanti sono davvero

Vaccino Pfizer

Ma quali sono i dati reali finora nel nostro Paese? Li comunica ufficialmente il ministero della Salute e dobbiamo dire che a tre mesi dall’inizio della campagna vaccinale, lo scorso 27 dicembre, sono molte le polemiche, soprattutto sui social, sul fatto che le vaccinazioni proseguano a rilento. Il ministro Speranza, in conferenza stampa, ha rilanciato sui numeri: “Entro la fine di marzo aspettiamo almeno altre 4 milioni di dosi e poi per il secondo trimestre almeno 50 milioni e 80 nel terzo. Fra questi anche Johnson&Johnson”.

Ma al di là di quelle che sono le promesse, restano i dati reali e uno di quelli che maggiormente balza all’occhio riguarda gli over 80. In Italia, infatti, sono stati finora vaccinati – compreso il richiamo – 983.320 ultraottantenni, pari al 23,52% di questa fascia di popolazione. Il dato cresce e sfiora il 50% se si considerano soltanto le prime dosi, quindi senza il richiamo. Dati, insomma, che in molti considerano insufficienti e tanti sono nipoti e figli di anziani che lamentano il fatto che i propri cari non siano stati ancora nemmeno messi in lista per la prima dose.